I Dem chiedono le dimissioni

Lutnick a rischio, l’architetto dei dazi di Trump nel mirino per i rapporti con Epstein: i “files” lo smentiscono

Esteri - di Redazione

10 Febbraio 2026 alle 11:33

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Lutnick a rischio, l’architetto dei dazi di Trump nel mirino per i rapporti con Epstein: i “files” lo smentiscono

L’architetto dei dazi statunitensi sarà costretto alle dimissioni? Se l’ipotesi appare al momento improbabile, data l’impunità che circonda la schiera di fedelissimi del presidente statunitense Donald Trump, per il segretario al Commercio Howard Lutnick le cose nei prossimi giorni potrebbero mettersi male.

Un gruppo di senatori e deputati dell’opposizione democratica, ma voci contrarie si stanno alzano anche tra le fila dei repubblicani non di stretta osservanza trumpiana, hanno chiesto le dimissioni di Lutnick dopo aver scoperto la portata dei suoi legami con l’ex finanziere Jeffrey Epstein, morto suicida in un carcere di New York nell’agosto del 2019, un mese dopo il fermo per traffico sessuale di minori.

Lutnick ha sempre ammesso di aver conosciuto Epstein: i due, come emerso anche dai documenti pubblicati dal dipartimento di Giustizia Usa, erano vicini di casa a New York e frequentavano ambienti sociali simili durante il periodo trascorso nello Stato, motivo per cui Lutnick risulta presente oltre 250 volte negli “Epstein files”. Ma il segretario al Commercio aveva sottolineato in una intervista al New York Post di aver interrotto i contatti con Epstein nel 2005 dopo che l’ex finanziere aveva mostrato a lui e sua moglie la sala massaggi nella sua abitazione a New York, decidendo che “non sarebbe mai più stato nella stessa stanza con quella persona disgustosa”.

Una ricostruzione che i documenti presenti negli “Epstein files” smentiscono. Lutnick avrebbe infatti continuato a intrattenere rapporti, anche di tipo imprenditoriale, dopo il 2005 e soprattutto dopo la prima condanna nel 2008 per aver procurato ad alcuni politici delle ragazze e dei ragazzi minorenni, scontando una pena di 13 mesi di detenzione.

In particolare nel 2013 l’attuale segretario al Commercio dell’amministrazione Trump aveva investito in una società privata di intelligence assieme allo stesso Epstein. Le email presenti negli “Epstein files” suggeriscono inoltre che Lutnick abbia visitato Little Saint James, l’isola privata di Epstein nei Caraibi, insieme alla propria famiglia.

Per questo il presidente della commissione di sorveglianza della Camera, il repubblicano James Comer, non ha escluso la possibilità di convocare Lutnick per una deposizione sui suoi rapporti con Epstein.

“E’ ormai chiaro che il segretario al Commercio Howard Lutnick ha mentito sul suo rapporto con Epstein. Ha detto di non aver avuto interazioni con Epstein dopo il 2005, eppure ora sappiamo che facevano affari insieme”, ha scritto su X il deputato democratico della California Robert Garcia. Tra i membri del Congresso che chiedono le dimissioni di Lutnick c’è anche il deputato repubblicano Thomas Massie, cofirmatario dell’Epstein Files Transparency Act: “Dovrebbe semplicemente dimettersi. In Gran Bretagna ci sono persone che si sono dimesse dalla politica per molto meno: l’ambasciatore britannico negli Stati Uniti e persino un principe hanno perso il loro incarico o titolo per fatti meno gravi di quanto abbiamo visto nel caso delle menzogne di Howard Lutnick”, ha dichiarato Massie alla Cnn.

di: Redazione - 10 Febbraio 2026

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