Fronda Repubblicana

Senato Usa contro Trump, sì a limitazioni per le azioni militari del presidente: “Metterò veto, unico limite è mia moralità”

Esteri - di Carmine Di Niro

9 Gennaio 2026 alle 11:08

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President Donald Trump speaks in the Oval Office of the White House, Friday, Oct. 10, 2025, in Washington. (AP Photo/Alex Brandon)
President Donald Trump speaks in the Oval Office of the White House, Friday, Oct. 10, 2025, in Washington. (AP Photo/Alex Brandon)

Donald Trump viene sconfessato da una parte dei Repubblicani, incappando in una cocente sconfitta politica. Il Senato degli Stati Uniti giovedì ha approvato una risoluzione preliminare per impedire al presidente di ordinare ulteriori azioni militari in Venezuela senza l’autorizzazione del Congresso.

Si tratta di una contromisura politica dopo il raid della scorsa settimana in cui, con una operazione militare lampo, era stato catturato il presidente venezuelano Nicolás Maduro, poi trasferito in carcere a New York assieme alla moglie.

Il voto, che non avrà effetto immediato e che potrà essere eventualmente bloccato dallo stesso Trump col suo potere di veto, ha un valore politico non indifferente: è molto raro infatti che il Senato, dove i Repubblicani hanno la maggioranza assoluta dei seggi, si esprima contro una decisione di Trump. Non a caso per l’approvazione della risoluzione preliminare è stato necessario il voto assieme ai Democratici di cinque senatori del GOP (la votazione è passata con 52 voti a favore e 47 contrari, ndr), segno evidente dei malumori di una parte dei Repubblicani rispetto alle decisioni prese da Trump in Venezuela e ai timori di nuove offensive nel Paese del Sudamerica nel prossimo futuro (o quelle più volte minacciate contro la Groenlandia).

I repubblicani che hanno votato con i Democratici sono Rand Paul, Todd Young, Lisa Murkowski e Josh Hawley. “Il Congresso deve far valere la sua autorità in materia di guerra anche quando un’operazione militare ha successo, altrimenti di rischia che il Paese sia governato in stato di emergenza”, ha commentato il senatore conservatore Rand Paul, che aveva già votato a favore anche di altre risoluzioni per limitare i poteri di guerra di Trump presentate dai Democratici negli ultimi mesi in risposta ai raid Usa contro le navi di presunti narcotrafficanti venezuelani.

Come detto, il voto del Senato è politicamente significativo ma Trump può “dormire sogni tranquilli”: non solo perché il Senato dovrà votare una seconda volta il testo definitivo la prossima settimana, che poi passerà alla Camera dei Rappresentati dove i Repubblicani hanno la maggioranza, ma anche per il potere di veto che il presidente può esercitare se la misura passasse.

Contro i “traditori” Repubblicani è arrivata a stretto giro la reazione furiosa di Trump. Il presidente ha detto che “dovrebbero vergognarsi” e che “non dovrebbero mai più essere eletti”.

Ancora più inquietanti le parole concesse al New York Times dal presidente. Quando il quotidiano gli ha chiesto se vede limiti ai suoi “poteri globali”, Trump ha replicato: “La mia moralità. La mia mente. È l’unica cosa che può fermarmi. Non ho bisogno del diritto internazionale. Non sto cercando di far del male alla gente”.

9 Gennaio 2026

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