Passo indietro dall'Onu
Trump ritira gli Stati Uniti da oltre 60 organizzazioni internazionali: la spallata Usa ai trattati su clima e salute
Gli Stati Uniti si ritireranno da oltre 60 organizzazioni internazionali, la metà delle quali legate alle Nazioni Unite. Lo ha deciso, tra le inevitabili polemiche, il presidente Donald Trump.
Si tratta di 66 tra enti ed organizzazioni che si occupano di lotta al cambiamento climatico, politiche di genere, salute riproduttiva e cooperazione internazionale: tutte tematiche che l’amministrazione Trump guarda con aperto scetticismo o pura opposizioni.
Non a caso per la Casa Bianca il ritiro da queste organizzazioni è legato alla loro stessa natura, perché enti che “erodono l’indipendenza degli Stati Uniti e sprecano i soldi dei contribuenti per portare a termine obiettivi inefficaci oppure ostili”.
Il refrain, in particolare sulla questione clima, sempre lo stesso: per l’amministrazione Trump “le politiche radicali sul cambiamento climatico, sulla governance globale e programmi ideologici” sono “in conflitto con la sovranità statunitense e con la sua forza economica”.
AMERICA FIRST 🇺🇸
Today, President Donald J. Trump signed a Presidential Memorandum directing the withdrawal of the United States from 66 international organizations that no longer serve American interests including:
🔴35-non UN organizations
🔴31 UN entities pic.twitter.com/72pTyV811N— The White House (@WhiteHouse) January 7, 2026
Da qui dunque la decisione di uscire dall’UNFCCC, il trattato dell’Onu in base al quale ogni anno dal 1995 vengono organizzate le COP, le Conferenze sul clima di cui fanno parte 200 Paesi. D’altra parte già durante il primo mandato alla Casa Bianca Trump aveva ritirato gli Stati Uniti dall’accordo di Parigi del 2015, il più importante accordo internazionale per la riduzione delle emissioni e il contenimento del riscaldamento globale. Lo scorso novembre, alla COP organizzata in Brasile, a Belem, gli Stati Uniti erano stati praticamente assenti con una delegazione di basso livello.
Sempre a proposito di clima, l’amministrazione Trump ha anche annunciato il ritiro dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC): si tratta di un gruppo di scienziati internazionali che studiano gli effetti del cambiamento climatico. Già lo scorso anno gli Stati Uniti avevano ridotto la loro partecipazione all’IPCC e impedito ad alcuni loro scienziati di recarsi in Cina per partecipare ai lavori.
La decisione di Trump di ritirare gli Usa dai trattati Onu non sarà comunque immediata: serve almeno un anno affinché il ritiro diventi ufficiali, perché il Paese dovrà presentare una richiesta formale. C’è poi una questione di metodo politico, come nel caso dell’uscita dall’UNFCCC: dato che la partecipazione al tratto Onu è ratificata dal Congresso, non è chiaro se il presidente abbia l’autorità per scavalcare i parlamentari e ritirare il Paese con un proprio atto.
Trump non è nuovo a politiche isolazionisti dai consessi internazionali: già in passato aveva ritirato gli Stati Uniti da organizzazioni internazionali come l’OMS, l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, e il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani.