La polemica

Emis Killa a Ladispoli: annullato lo show del rapper ‘anti femminista’

Nel mirino alcune frasi di una sua canzone. La risposta di Emis Killa e la spiegazione del sindaco Alessandro Grando

Spettacoli - di Redazione Web - 29 Novembre 2023

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Emis Killa a Ladispoli: annullato lo show del rapper ‘anti femminista’

Capodanno coi rapper che “inneggiano” al femminicidio: arriva il passo indietro del sindaco leghista di Ladispoli che ha deciso di annullare l’esibizione di Emis Killa. Così si cerca di smorzare, l’accusa piovuta sulla testa dell’amministrazione del centro balneare non distante da Roma, che aveva affidato il concerto in piazza di fine anno a Emis Killa e Gue Pequeno. La notizia oggi riportata da Repubblica, aveva messo in fila alcune frasi dei testi dei cantanti: “Preferisco saperti morta che con un altro. Vengo a spararti“, le barre di Emis Killa incriminate, che hanno acceso la polemica sul primo cittadino Alessandro Grando, che all’evento avrebbe destinato 345mila euro.

Emis Killa a Ladispoli

Era stato poi il rapper sui social a puntare il dito su chi aveva sollevato la bagarre: “Nel rap esiste una cosa chiamata story telling. Significa rappresentare una storia in rima, bella o brutta che sia. Nel pezzo non è Emiliano che parla e non penso nemmeno di dover dare troppe giustificazioni a chi non vuole capire. In un altro story telling molto più recente interpreto Renato Vallanzasca – aveva scritto il cantantenon so, volete accollarmi qualche anno di galera? Oppure radiamo da tutti i cinema Denzel Washington visto che in ‘He got game’ uccide la moglie. Vi dovete ripigliare“.

Emis Killa e le sue canzoni

A rispondere alle critiche era stato anche il primo cittadino: “Sarà una serata di festa senza messaggi sbagliati, e ci mancherebbe anche che un’amministrazione voglia trasmettere certi messaggi ai ragazzi – aveva spiegato all’AnsaMa poi, i due artisti, dopo aver suonato da noi andranno anche in altri luoghi e locali. Ma questa polemica è indirizzata solo a Ladispoli. Guè Pequeno, per esempio, andrà a suonare a Cinecittà World. E questo cosa vorrebbe dire, che un parco per famiglie inneggia alla violenza contro le donne? Dai sù, non è possibile“, aveva tuonato. Per Grando, reduce dalle ore di paura per il leone fuggito dal circo e a spasso per la cittadina, si è trattata di una strumentalizzazione contro Ladispoli: “Questa polemica era già scoppiata nel 2022, quando Emis Killa venne a suonare. E non è successo nulla perché assolutamente non ha cantato nulla che facesse riferimento alla violenza di genere. E non accadrà nulla il 31 dicembre“, aveva infime assicurato.

Emis Killa e la polemica con le femministe

Ma uscita la notizia, cittadini, associazioni e soprattutto i partiti, avevano iniziato la protesta. In primis il Pd di Ladispoli che aveva definito i 345 mila euro per una serata “una spesa immorale“. Poi è stata la volta della consigliera regionale e coordinatrice nazionale del Pd, Marta Bonafoni, con la richiesta alla Regione Lazio di non finanziare l’evento. Nonostante Grando fosse apparso seccato dalle accuse, e dopo l’invito all’opposizione a scrollarsi di dosso la “mentalità da paesello“, a fine giornata è arrivato il passo indietro: “Nonostante l’artista si sia già esibito nella nostra città nel 2022, abbiamo deciso, di comune accordo con tutti i soggetti coinvolti, al fine di ristabilire un clima di serenità, di annullare la sua esibizione in programma la sera del 31 dicembre“, il post pubblicato su Alessandro Grando.

Emis Killa a Ladispoli: il post del sindaco Alessandro Grando

IL CONCERTO DI CAPODANNO DEVE ESSERE UNA FESTA, NON UN MOMENTO DI SCONTRO. La mia amministrazione è sempre stata attenta al tema della violenza di genere, sostenendo tutte le iniziative possibili per contrastare questo fenomeno, collaborando con le Forze dell’ordine e supportando le donne vittime di violenza e i minori coinvolti. Comprendo le ragioni di chi ha espresso contrarietà sul contenuto di alcuni testi, ma la nostra intenzione non è mai stata quella di veicolare messaggi sbagliati. I dubbi in questione derivano da incomprensioni proprio sul testo della canzone “Tre Messaggi in Segreteria”, brano di assoluta denuncia della violenza sulle donne dell’Artista Emis Killa.

Emis Killa a Ladispoli: il post del sindaco su Facebook

Lo stesso Emis Killa ha chiarito la sua posizione, ricordando che la canzone è un mettersi dal punto di vista dell’aggressore per raccontare fatti che, purtroppo, accadano nella vita reale – già sette anni fa. Noi vogliamo solo regalare ai nostri giovani la possibilità di assistere gratuitamente, in un clima di festa, ad un grande evento nella propria città. Nonostante l’Artista si sia già esibito nella nostra città nel 2022, abbiamo deciso, di comune accordo con tutti i soggetti coinvolti, al fine di ristabilire un clima di serenità, di annullare la sua esibizione in programma la sera del 31 dicembre. Non appena possibile comunicheremo le variazioni alla scaletta dell’evento.

Emis Killa: chi è il rapper che non si esibirà più a Ladispoli

Nato a Vimercate, in provincia di Monza, Emiliano Rudolf Giambelli – alias Emis Killa – ha 34 anni. La passione per la musica gli è stata trasmessa dal padre, musicista che suonava il pianoforte. Il papà, affetto da un disturbo bipolare, è purtroppo deceduto nel 2009 a causa di un arresto cardiaco. La madre, originaria di Palermo, è un ex metalmeccanica. La coppia era separata. Emis Killa ha un fratellastro da parte di padre. Il giovane ha iniziato a rappare e a fare freestyle a partire dal 2007 dopo che aveva abbandonato gli studi. Ha all’attivo sei album pubblicati ed ha vinto diversi premi musicali.

29 Novembre 2023

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