Proprio nel giorno in cui il governo porta in Consiglio dei ministri la bozza del decreto flussi, nel Mediterraneo perdono la vita altri disperati alla ricerca di un futuro migliore. È di almeno un morto, una donna, e 5 dispersi il bilancio dell’ennesimo naufragio di un barcone carico di migranti avvenuto a largo di Lampedusa. Altri 87 profughi sono stati salvati da un peschereccio tunisino e poi portati ieri mattina a Lampedusa da una motovedetta della Guardia costiera italiana.
Secondo le testimonianze dei superstiti, la donna è annegata nella notte a circa 45 miglia dalla costa, in area Sar tunisina-maltese. I passeggeri, originari di Camerun, Costa d’Avorio, Guinea, Mali, Senegal e Sudan hanno riferito di essere partiti nella notte di domenica da La Louza, in Tunisia, con un barcone di metallo di circa 12 metri, pagando da mille a 2 mila dinari a testa. S’aggrava dunque il bilancio dei morti in mare, che al 21 giugno contempla 255 i morti e 284 dispersi dall’inizio dell’anno. Come accennato, è arrivato intanto in Consiglio dei ministri il decreto flussi, che dovrebbe consentire 500mila arrivi per il triennio 2026-2028, ovvero 164.800 ingressi all’anno tra lavoratori stagionali e non, colf e badanti. Numeri che però vanno presi con le pinze. Secondo i dati di Ero Straniero, infatti, emerge che nel 2024 solo il 7,8% delle quote di ingressi stabilite dal governo si è trasformato in permessi di soggiorno e impieghi stabili e regolari: sono state 9.331 le domande per l’ingresso di lavoratrici e lavoratori finalizzate presso le prefetture italiane su un totale di 119.890 quote assegnate nel corso dell’anno. Nel 2023 la percentuale era stata del 13% (16.188 pratiche concluse a fronte di 127.707 quote assegnate). Quanto al rilascio materiale del permesso di soggiorno da parte delle questure, rispetto ai flussi 2023 a un anno dai click day, i permessi effettivamente concessi sono stati 9.528, con un tasso di successo della procedura rispetto alle quote che si abbassa al 7,5%.
In sintesi, si tratta di schiavismo di Stato: accolgo i lavoratori soltanto nel periodo in cui mi occorrono braccia nei campi, li pago due soldi, per poi liberarmene e tornare a trattarli da clandestini una volta che i loro servizi non sono più richiesti. Non si placano intanto gli assalti del governo ai giudici della Cassazione, accusati dal governo di volersi impicciare nelle politiche razziste del governo – sublimate dal lager albanese dove vengono deportati i migranti – armati di diritto internazionale e Costituzione. “Mentre in Europa l’approccio del governo Meloni al contrasto dell’immigrazione irregolare viene adottato come modello di riferimento – attacca il ministro degli Affari Europei Tommaso Foti di FdI – in Italia alcuni organi giurisdizionali sembrano più impegnati a ostacolarne l’azione. Il governo Meloni – ribadisce l’esponente di FdI – andrà avanti”. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sostiene a sua volta che quello della Cassazione è «un esercizio connotato da una forte impostazione ideologica».