Appena pochi giorni fa aveva espresso il suo cordoglio per l’incendio del Teatro Sannazzaro di Napoli, lei che della sua città era stata considerata a lungo la voce. Protagonista al cinema e a teatro, cantante e autrice di testi, interprete colta della tradizione napoletana capace di variare e modulare registri e stili diversi, autrice che ha lavorato con l’arte popolare e con la grande drammaturgia, al cinema, al teatro e in televisione. È morta nella sua città Angela Luce, la città che non aveva mai abbandonato, e dove anche negli ultimi anni si era esibita, partecipando spesso a recital poetico-musicali e iniziative culturali. Aveva 87 anni.
Luce era nata nel dicembre del 1937 come Angela Savino, nel cuore di Napoli. Era cresciuta nella città ferita nel dopoguerra. A soli 14 anni aveva partecipato alla Piedigrotta Bideri con la canzone Zì Carmilì, arrivò al cinema con Ricordati di Napoli di Pino Mercanti e si ritagliò il suo spazio al cinema, spesso in film che hanno segnato un’era della commedia all’italiana. Film come Il vedovo di Dino Risi e Signori si nasce di Mario Mattoli ma anche La marcia su Roma, Letto a tre piazze, Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi e Gli anni ruggenti.
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Luce nel corso della sua carriera ha lavorato accanto ad attori come Totò, Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni. A segnare una svolta nella sua carriera l’incontro con Pier Paolo Pasolini, con il quale lavorò per Il Decameron, un’interpretazione che le valse il Premio Reggia d’Oro della città di Caserta. Per Malizia di Salvatore Samperi vinse la Medaglia d’oro all’Anteprima del Cinema Mondiale di Saint-Vincent. Il riconoscimento più importante nel 1996, quando vinse il David di Donatello come migliore attrice non protagonista per L’amore molesto di Mario Martone, tratto da un romanzo di Elena Ferrante e candidato anche alla Palma d’Oro a Cannes. Ha lavorato anche con Eduardo De Filippo che la scritturò giovanissima per quattro anni, Mario Martone e Pupi Avati.
Non da meno la sua carriera musicale, con un secondo posto nell’edizione del 1975 del Festival di Sanremo, al quale partecipò con il brano Ipocrisia, un altro secondo posto al Festival di Napoli del 1970 al quale partecipò con ‘O divorzio. Divenne l’unica artista presente nell’Archivio storico della canzone napoletana con la doppia esecuzione dello stesso brano, So’ Bammenella ‘e copp’ ‘e Quartiere di Raffaele Viviani, nello spettacolo Napoli notte e giorno diretto da Giuseppe Patroni Griffi. Anche autrice di testi oltre che interprete, ha firmato una lunga discografia.
A Teatro aveva cominciato giovanissima, portò la tradizione napoletana in alcuni tra i maggiori festival internazionali come Wiesbaden, Parigi al Théâtre Sarah Bernhardt, Londra all’Old Vic, Buenos Aires e New York. Pochi giorni fa aveva espresso sui social il suo cordoglio per l’incendio che aveva distrutto il Teatro Sannazzaro. “Pensare al teatro Sannazaro distrutto è veramente doloroso. Sono vicina a Ingrid e Lara e le abbraccio con tanto affetto. Mi auguro che sia presto ricostruito e continui a portare avanti il sogno di Luisa Conte”. Aveva pubblicato anche un libro di poesie, Momenti di luce, candidato al Premio Letterario Camaiore.