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Perché Mattarella ricorda Paolo VI: il Papa diceva che la proprietà privata è un sopruso

Foto LaPresse Torino/Archivio storico

Foto LaPresse Torino/Archivio storico

L’altro giorno il Presidente Mattarella ha citato papa Paolo VI e il suo discorso all’Onu, sulla pace, nell’ottobre del 1965. Torna d’attualità Paolo VI, un papa moderato ma dalle idee forti? Chissà. Allora proviamo a ricordare che due anni dopo quel discorso, bello e importante che invitava a “far cadere le armi dalla mani”, Paolo VI (Giovan Battista Montini papa dal 1963 al 1978) scrisse un’enciclica intitolata “Populorum progressio (lo sviluppo dei popoli). In quella enciclica ragionava sui rapporti tra poveri e ricchi, di eguaglianza, di diritto di proprietà. Ne trascriviamo qualche brano.

I primi due periodi sono citazioni scelte da Paolo VI:Se qualcuno, in possesso delle ricchezze che offre il mondo, vede il suo fratello nella necessità e chiude a lui le sue viscere, come potrebbe l’amore di Dio abitare in lui? (San Giovanni Evangelista). Non è del tuo avere, afferma sant’Ambrogio, che tu fai dono al povero; tu non fai che rendergli ciò che gli appartiene. Poiché è quel che è dato in comune per l’uso di tutti, ciò che tu ti annetti. La terra è data a tutti, e non solamente ai ricchi. È come dire che la proprietà privata non costituisce per alcuno un diritto incondizionato e assoluto. Nessuno è autorizzato a riservare a suo uso esclusivo ciò che supera il suo bisogno, quando gli altri mancano del necessario. Il bene comune esige dunque talvolta l’espropriazione”.

Fermiamoci qui. Queste affermazioni fanno parte della dottrina sociale cristiana. Quando le destre, spesso, pretendono di affermare le radici cristiane dell’Europa, non devono pensare che per essere cristiani bisogna mettere il crocifisso nelle aule di scuola. Lo so che è duro da digerire, ma è così: per essere cristiani bisogna ammettere la necessità degli espropri e delle tasse per i ricchi. Ambrogio (sant’Ambrogio) più o meno dice che la proprietà è un furto. Non è sacra la proprietà privata, come si sente dire non di rado, è sacrosanta la patrimoniale.