Johann Wilhelm Trollmann diventa campione dei pesi medi nella Germania nazista. È il primo rom a vincere il titolo nella boxe mondiale. Il suo stile di combattimento somiglia a una danza. Con la promulgazione delle leggi razziali, gli viene tolto il titolo, è separato dalla moglie e dalla figlia, sottoposto a castrazione chimica e imprigionato nei campi di concentramento di Wittenberge e Neuengamme, dove morirà a 37 anni.
Prima di morire, ridotto a uno scheletro, combatte per l’ultima volta con un kapò nazista che lo riconosce e lo sfida. Contro ogni previsione, Rukeli, che in romanes significa albero, mette al tappeto il kapò. Il giorno dopo verrà ucciso per questo. Rukeli aveva deciso di morire da campione. Questa storia è raccontata nel cortometraggio Rukeli presentato alla Mostra del cinema di Venezia, dal regista Alessandro Rak, artista del cinema di animazione, l’autore di Gatta cenerentola che nel 2017 ha vinto Due David di Donatello per il miglior produttore e i migliori effetti visivi. Suoi anche i lungometraggii animato L’arte della felicità e Yaya e Lennie – The Walking Liberty.
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Il corto presentato alla Sala Giardino a Venezia è stato realizzato durante un laboratorio artistico con ragazzi rom e italiani dell’area metropolitana di Napoli e dell’Istituto Galileo Ferraris di Scampia, ideato e realizzato dall’associazione “chi rom e…chi no”. Il finanziamento viene attraverso un progetto europeo di ricerca di storia collettiva e di costruzione comunitaria della memoria dell’Olocausto delle minoranze rom e sinti in Italia e in Europa, guidato dal Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna, dal programma Citizens, Equality, Rights and Values della Commissione europea.