Anche se soltanto per quella che sarà un’esibizione, non un vero match riconosciuto dalle federazioni della boxe mondiale, fa discutere l’annuncio arrivato all’improvviso questa mattina: incroceranno i guantoni sul ring Mike Tyson e Floyd Mayweather Jr, due pugili statunitensi capaci di segnare due diverse ere della noble art sia per risultati che per personalità. Ma anche due pugili dai pesi completamente diversi, lontanissimi, dall’età piuttosto avanzata. Non si ancora né dove né quando, sicuramente nel 2026, probabilmente in primavera. Non sono stati aggiunti o rivelati altri dettagli. L’accordo tuttavia è stato raggiunto.
“Iron” Mike, l’uomo “più cattivo sul pianeta terra”, simbolo dello sport tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, il peso massimo campione del mondo più giovane di sempre, una personalità e un successo capace di superare e di molto i confini del suo sport, una vita turbolenta e violenta. 59 anni, record di 50 vittorie, 44 per ko, 7 sconfitte. “Pretty Boy” Mayweather, il signore della boxe mondiale imbattuto, neanche una sconfitta, campione in cinque diverse categorie di peso e uno degli sportivi più ricchi al mondo. 48 anni, 50 vittorie su 50 incontri.
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L’annuncio è stato dato dalla società di produzione CSI Sports. Nessuno dei due ex pugili è nuovo a questo genere di appuntamenti. Tyson si è già esibito contro l’ex campione del mondo Roy Jones Jr e nel recente incontro contro l’influencer-boxeur Jake Paul. Quest’ultimo match, peraltro per niente appassionante o esaltante, nel novembre del 2024, era stato visto da oltre 70mila persone ad Arlington, in Texas, e da 65 milioni di spettatori su Netflix. Dopo quel match, Iron Mike aveva guadagnato una ventina di milioni di dollari e garantito che non sarebbe più salito sul ring. E invece. Mayweather contro John Gotti III in Messico l’anno scorso e soprattutto per l’incontro contro il campione di MMA irlandese Conor McGregor nel 2017.
“Sono due dei nomi e delle personalità più avvincenti e con un’eredità duratura in tutto lo sport. Tyson vs. Mayweather frantumerà ogni record di trasmissione, streaming ed economico stabilito dallo stesso Mike Tyson nel 2024”, le parole dei co-fondatori di CSI Sports/Fight Sports, Richard e Craig Miele. Si parla già di incassi fuori scala insomma, di un evento da record e da ricordare. Di pari passo si alzano anche le voci di chi critica la piega presa dal pugilato, non soltanto in balia di federazioni e sigle innumerevoli e litigiose, ma anche trafficato da influencer e incontri-esibizione ormai incuranti anche delle categorie di peso pur di incassare. Anche la sola risposta del pubblico interroga sulla richiesta più di eventi preconfezionati e dall’aria generazionale e memorabile ormai che di vera e autentica competizione considerando anche i grandi pugili in circolazione oggi.
“Quando mi è stata offerta la possibilità di salire sul ring con Floyd Mayweather, ho pensato: ‘Assolutamente no!’ – si legge in una dichiarazione di Tyson rilasciata dai promotori -. Non riesco ancora a credere che Floyd voglia davvero farlo. Sarà un danno per la sua salute, ma lui lo vuole fare, quindi è firmato e accadrà”. Immediato il controcanto di Mayweather. “Faccio questo da 30 anni e nessun pugile è mai riuscito a infangare la mia eredità”, ha detto aggiungendo che questo incontro di esibizione “darà ai fan ciò che desiderano”.