X

Raspadori: l’incompiuto che si fa trovare sempre pronto, un’arma in più per il Napoli in flessione

GRAFICA DA LAPRESSE

GRAFICA DA LAPRESSE

Per quanto si possa darli per spacciati, li trovi sempre lì, lì nel mezzo, o sulla fascia, o insomma da quelle parti. Passano gli anni e le stagioni, le sessioni di calciomercato o le aste del Fantacalcio, ma niente: non se ne vanno, in qualche modo resistono. Li chiameremmo i “resilienti” se la definizione non fosse stata così abusata in questi anni, arrivando a comparire persino nel piano che dovrebbe salvare l’economia dell’Europa. Ma alla fine quello sono. Calciatori, allenatori, altri attori del mondo del pallone messi in discussione una volta sì e un’altra pure, a volte gratuitamente, a volte a ragione, che però non mollano. E li trovi sempre lì, a dirlo con i piedi e con il fiato: eh già, io sono ancora qua, come canta Vasco Rossi. Questa rubrica è dedicata e ispirata a loro.

Più che un calciatore, un interrogativo. Qual è il suo ruolo, ma per davvero? Che giocatore potrebbe diventare se avesse più spazio? Ha ancora senso che resti a fare il comprimario, la riserva di lusso o quasi, dopo esser stato considerato uno degli attaccanti italiani più talentuosi della sua generazione? E poi vedi che Giacomo detto “Jack” Raspadori ha appena 25 anni e una maturità ancora là da venire anche se chi segue il calcio è abituato a vederlo da anni manco fosse un veterano.

Quanto però potrà continuare ad accontentarsi di un posto da titolare in momenti di difficoltà, di penuria, a scapito di doti evidenti anche se espresse soltanto a metà. Antonio Conte ha sempre esternato la sua stima per le doti tecniche e personali dell’attaccante. Gli ha permesso di cambiare modulo in un momento di evidente flessione, fisica e psicologica, con l’infermeria affollata in piena corsa campionato con l’Inter. Lo ha messo lì davanti in un attacco a due vicino a Romelu Lukaku. Uno due dopo il vantaggio di Isaksen, sinistro agile e naturale sul secondo palo.

Quel tipo di gol che ti ricorda il Kun Aguero, quella giocata veloce e precisa che ti ricorda dov’è che debba agire Raspadori per essere davvero Raspadori. Della flessibilità dei calciatori come valore in sé si potrebbe far notte a parlare: c’è o non c’è. E non può essere un giudizio definitivo. Anche con Luciano Spalletti in pancina Raspadori si fece trovare pronto. Segnò almeno due gol fondamentali per la cavalcata del terzo Scudetto. Allo Spezia e alla Juventus. E inanellò una serie di prestazioni, con reti e giocate, in Champions League.

Ma sempre da comprimario, un incompiuto non per colpa sua che fa rimpiangere quello che potrebbe essere, che potrebbe diventare a soli 25 anni. Ma intanto è al Napoli, che ci puntò forte pagandolo 35 milioni di euro più bonus all’inizio della stagione che culminò nella vittoria al terzo Scudetto degli Azzurri. E al Napoli in questo momento, e fino a fine stagione, serve come il pane. Portano la sua firma già i 3 punti contro il Venezia racimolati negli ultimi minuti, dopo essere entrato dalla panchina.

La classifica di Serie A alla 24esima giornata di campionato

Se il Napoli frena, non fa meglio l’Inter, che sul campo della Juventus perde 1 a 0. Gli Azzurri restano avanti. Vincono anche il Milan e la Roma. 2 a 0 del Como alla Fiorentina e del Genoa al Venezia, 3 a 2 del Bologna al Torino. Pareggi anche Atalanta-Cagliari e Monza-Lecce.