Mi ricordo che quando eravamo ragazzi ci piaceva viaggiare in tutti i paese dell’Europa Occidentale. Tranne uno: la Spagna. Perché la Spagna era fascista. Beh, diciamo che la situazione s’è invertita.
Pedro Sanchez, capo del governo spagnolo, ieri ha rivolto un discorso alla nazione molto forte. Nel quale ha motivato con argomenti solidi la posizione pacifista del suo governo. Ha condannato l’Iran, ha condannato gli Stati Uniti e Israele, ha ammonito i suoi colleghi leader dei vari paesi europei: “Essere ciechi e servili non è leadership”. Ciechi e servili nei confronti degli Stati Uniti e di Israele. Nessun altro capo di governo dei grandi paesi europei ha osato tanto. Sanchez ha chiamato il suo popolo a sostenere una grande battaglia di civiltà per salvare l’onore politico dell’Europa. Oggi l’onore politico dell’Europa è sepolto sotto uno strato molto spesso di polvere.
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Mi viene in mente quella fotografia bellissima del 1981, del parlamento spagnolo preso in ostaggio da un colonnello golpista che si chiamava Antonio Tejero, il quale fece irruzione alla testa dei suoi armati e impose a tutti i deputati di accucciarsi sotto i banchi. Gridò: “todos al suelo”. Erano passati pochi anni dalla caduta della dittatura franchista, la democrazia era molto giovane. I deputati si affacciarono tutti. Tranne due: a sinistra restò ritto in piedi con un sigaro in bocca Santiago Carrillo, il capo del partito comunista, vecchio combattente della guerra civile. All’estrema destra restò in piedi con aria di sfida Adolfo Suarez, il capo della destra liberale. Ex franchista convertito alla democrazia e alla dignità. Il golpe fallì.
Pedro Sanchez ieri si è dimostrato figlio degno di questi due giganti. Alle minacce e alle rivoltelle di Trump ha risposto: la Spagna è libera, la Spagna è contro la sopraffazione e la guerra. Le guerre non risolvono mai i problemi internazionali. Gli altri capi dell’Europa invece si sono comportati come i deputati impauriti che si piegarono a Tejero. Quando Trump ha gridato “Todos al suelo” loro hanno obbedito, hanno balbettato, hanno cercato di farsi forza l’uno con l’altro per giustificare la codardia. Ora per l’Europa non c’è via d’uscita. O si aggrappa a Sanchez e alla Spagna, e prova a fare dimenticare questi giorni di sottomissione, o è finita. Non c’è bisogno di crisi economica per seppellirla. La fondarono De Gasperi, Adenauer, Schuman, e poi De Gaulle, Brandt, Moro. Sulla base di un sogno, quello di Spinelli, e di una grande idea politica. Ora un gruppetto di politicanti la sta trascinando nell’abisso.