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La guerra arriva in Europa: le conseguenze del folle attacco americano a sangue freddo

U.S. Navy via AP Screenshot

U.S. Navy via AP Screenshot

La guerra si allarga. Investe l’Europa. E chiama in causa la Nato. Un missile balistico lanciato dall’Iran verso la Turchia è stato intercettato dalle forze Nato sul Mar Mediterraneo. Lo ha reso noto il ministero della Difesa di Ankara, spiegando che il missile è stato abbattuto dopo aver attraversato lo spazio aereo iracheno e siriano. Non sono state segnalate vittime né feriti, ha dichiarato il ministero della Difesa turco, annunciando che parlerà del lancio del missile con gli alleati e con la Nato.

“Sebbene la Turchia rappresenti un elemento di stabilità e di pace nella regione, è pienamente in grado di salvaguardare il suo territorio e i suoi cittadini, indipendentemente dalla fonte o dall’origine di qualsiasi minaccia’’, si legge nella nota condivisa sull’account di ‘X’ del ministero turco. “Tutte le misure necessarie per difendere il nostro territorio e il nostro spazio aereo saranno adottate con decisione e senza esitazione. Ribadiamo che ci riserviamo il diritto di rispondere a qualsiasi atto ostile diretto contro il nostro Paese’’, prosegue il comunicato. “Invitiamo tutte le parti ad astenersi da azioni che potrebbero aggravare ulteriormente il conflitto nella regione”, conclude il testo. La Turchia “non era l’obiettivo” del missile lanciato dall’Iran e diretto verso lo spazio aereo di Ankara, prima di essere intercettato dai sistemi di difesa Nato. Lo ha riferito all’Afp un funzionario turco. “Riteniamo che fosse diretto verso una base nella parte greca di Cipro, ma che abbia deviato dalla rotta”, ha spiegato.

In Iran, dall’inizio della guerra in corso con gli Stati Uniti e Israele, sono state uccise almeno 1.045 persone. È il bilancio fornito da un’agenzia governativa iraniana, la Fondazione iraniana per gli affari dei martiri e dei veterani. Il bilancio, ha precisato, rappresenta il numero di corpi finora identificati e preparati per la sepoltura. Cento marines americani sono stati uccisi negli attacchi iraniani a Dubai. A sostenerlo è stato un portavoce dei Pasdaran citato dal Tehran Times. Una macabra conta dei morti che si estende ad altri Paesi della regione. che investono anche altri Paesi della regione. In Libano si aggrava il bilancio degli attacchi israeliani che hanno causato almeno 56 morti e oltre 335 feriti in due giorni. Tra le vittime, denuncia l’Unicef, vi sono 7 bambini uccisi e 38 feriti nelle ultime 24 ore. “Solo nelle ultime 24 ore – rimarca una nota dell’Unicef – quasi 60mila persone, tra cui 18mila bambini, sono state sfollate”. All’aeronautica israeliana i raid contro obiettivi nell’Iran occidentale e centrale, perché da lì vengono lanciati i missili contro lo Stato ebraico, alle forze Usa gli attacchi contro i lanciatori nel sud della Repubblica islamica usati per prendere di mira le basi americane nel Golfo. Nel mirino dell’Idf i siti del regime, al Pentagono la Marina militare. È così che Washington e Tel Aviv si stanno dividendo i compiti nella guerra all’Iran, secondo quanto riportato dal Times of Israel.

Una guerra che non conosce confini. Dura una ventina di secondi e lascia poco spazio alla fantasia: il video diffuso dal Pentagono mostra il cacciatorpediniere Iris Dena colpito da un siluro statunitense, il primo sparato da un sottomarino americano contro una nave «nemica» dalla Seconda Guerra Mondiale, come ha evidenziato il segretario alla Guerra Pete Hegseth. Le immagini all’infrarosso mostrano la nave iraniana in navigazione, il pennacchio dal fumaiolo ben visibile dalle telecamere termiche, e l’improvvisa violentissima esplosione a poppa che fa sollevare la parte posteriore della Itris Dena e proietta una nube di frammenti e detriti per decine di metri sopra il ponte del cacciatorpediniere. Da lì a pochi minuti la nave, gioiello della Marina iraniana, affonderà con almeno 87 membri dell’equipaggio, mentre oltre 60 risultano dispersi. Il traffico di petroliere nello stretto di Hormuz è crollato del 90% dall’inizio della guerra all’Iran. Lo afferma su X la società di intelligence del mercato energetico Kpler. Un grosso problema per l’approvvigionamento energetico dell’Europa, un’opportunità per gli Stati Uniti di vendere ancora di più il suo gas naturale liquefatto (Gnl) al Vecchio continente. Già prima della guerra contro l’Iran, gli Stati Uniti coprivano oltre il 55-60% delle importazioni Ue nel 2025-2026, consolidando una forte dipendenza energetica.

Usa e Israele, “le due forze aeree più potenti del mondo avranno il controllo completo dei cieli iraniani” in meno di una settimana. Ci sarà “uno spazio aereo incontrastato”, ha affermato il capo del Pentagono, Pete Hegseth, in conferenza stampa. Il segretario alla Guerra è un crescendo in piena. “L’America sta vincendo in modo decisivo, devastante e senza pietà, sotto il comando diretto del presidente Trump”, proclama Hegseth. “Il Dipartimento della Guerra ha lanciato questa operazione sabato mattina presto, appena quattro giorni fa, il che significa che dobbiamo ricordare due cose. Primo, siamo solo al quarto giorno. I parametri stanno cambiando. La polvere si sta depositando e altre forze stanno arrivando. È molto presto e, come ha detto il presidente Trump, ci prenderemo tutto il tempo necessario per assicurarci di avere successo. Secondo, siamo solo al quarto giorno e i risultati sono stati incredibili, storici, davvero. Solo gli Stati Uniti d’America potevano guidare questa operazione”, ha aggiunto. Senza pietà, scandisce il ministro della Guerra, facendo eco a “Li stiamo massacrando” e “Li facciamo a pezzi” del tycoon.

Trump riceverà venerdì alla Casa Bianca i capi delle maggiori aziende della difesa americana difesa per discutere di come accelerare la produzione di armi. Lo riferisce l’agenzia Reuters sul suo sito citando fonti informate. Lockheed Martin, Raytheon e altri fornitori chiave sono stati invitati a partecipare all’incontro d’urgenza che alimenta le indiscrezioni di stampa dei giorni scorsi secondo le quali Washington rischia di essere a corto di munizioni per l’operazione in Iran. Altri affari miliardari in vista. “Se agli Stati fosse riconosciuto il diritto alla ‘guerra preventiva’, secondo criteri propri e senza un quadro legale sovranazionale, il mondo intero rischierebbe di trovarsi in fiamme”. Lo sottolinea il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin commentando l’attacco di Usa e Israele contro l’Iran. “È davvero preoccupante questo venir meno del diritto internazionale: alla giustizia è subentrata la forza, alla forza del diritto si è sostituito il diritto della forza, con la convinzione che la pace possa nascere solo dopo che il nemico è stato annientato”, dice Parolin ai media vaticani. Così è. E l’Europa sta a guardare.