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Sondaggi politici elettorali: i partiti e il governo Meloni tra referendum sulla Giustizia e Stabilicum, l’ultima indagine

COLLAGE DI FOTO DA LAPRESSE

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Previsioni sul referendum sulla riforma della Giustizia, sul peso dei partiti in Parlamento con la possibile nuova legge elettorale, la violenza politica, i casi Epstein e lo scontro sui dazi negli Stati Uniti del Presidente Donald Trump: tocca più punti l’ultimo sondaggio elaborato da YouTrend per SkyTg24 che, tra le altre cose, registra una rimonta del fronte del NO per quanto riguarda la battaglia referendaria: sarà decisiva l’affluenza, secondo quanto emerge dall’indagine. Piuttosto netto anche il dato che riguarda il giudizio degli italiani sul governo Meloni.

Secondo l’indagine il 57% degli italiani esprime una valutazione negativa sull’operato del Governo Meloni, mentre il 34% esprime un giudizio positivo. Fratelli d’Italia resta comunque primo partito con il 28,7% e il Partito Democratico secondo con il 21,8%. Il Movimento 5 Stelle registra la crescita più significativa rispetto al 20 febbraio (+0,6), salendo al 12,3%. Al contrario, Forza Italia e Alleanza Verdi e Sinistra scendono rispettivamente all’8,4% e al 6,6%. Stabili sia Lega che Azione, entrambi devono fare i conti con il neonato Futuro Nazionale fondato dal generale ed ex vice segretario del Carroccio Roberto Vannacci, al 4,1%. A chiudere il listone Italia Viva all’1,6%, +Europa all’1,5%, Noi Moderati all’1,1%. Alla generica voce “un altro partito” il 3,5%, al 33,9% gli indecisi e gli astenuti.

 

Significativo il dato che applica la nuova legge elettorale su cui la maggioranza ha raggiunto un’intesa dopo giorni di riunioni e trattative e che contempla premio di maggioranza alla coalizione che supera il 40%, ballottaggio tra il 35% e il 40%, nome del candidato premier sul programma e non sulla scheda, niente preferenze, soglia di sbarramento al 3% come nel Rosatellum che i partiti in solitaria, al 10% per le coalizioni. Secondo l’indagine se si votasse oggi con il Rosatellum non ci sarebbe alcuna maggioranza in Parlamento, mentre il centrodestra avrebbe il 57% dei seggi alla Camera e al Senato con lo Stabilicum, il sistema proposto appena ieri.

 

Per quanto riguarda il referendum costituzionale, il No oggi è avanti con il 53,1% nello scenario con affluenza bassa contro il 46,9% dei Sì mentre è appaiato al Sì con il 50,0% in quello con affluenza alta. Nelle ultime settimane il No è cresciuto nei due scenari, una rimonta monitorata da tutti i sondaggi riguardanti gli ultimi mesi. Opportuno ricordare che l’affluenza non inciderà sulla validità del voto in quanto si tratta di un referendum confermativo e non sarà necessario il quorum.

 

Dopo l’omicidio di Quentin Deranque, attivista di destra in Francia, e le violenze alla manifestazione per il centro sociale Astkatasuna a Torino, gli italiani ritengono che la violenza politica riguardi sia destra che sinistra mentre per il 20% è più di destra e per il 16% più di sinistra. Per il 62% è probabile che gravi episodi di violenza politica possano verificarsi anche in Italia. L’indagine lancia anche uno sguardo all’esterno delle questioni strettamente italiane: per l’82% degli italiani lo scandalo Epstein è grave e per il 55% l’aspetto più critico è quello legato agli abusi sessuali e allo sfruttamento di sue dipendenti, anche minorenni; gli italiani si dividono sui nuovi dazi imposti dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Per il 33% il nostro Governo dovrebbe imporre dazi equivalenti e cercare nuovi partner commerciali, mentre per il 31% dovrebbe assumere un ruolo di mediatore tra USA e UE.