Anche il Presidente degli Stati Uniti guarderà in tv il Super Bowl ma non lo spettacolo dell’half time, quest’anno affidato al cantante portoricano Bad Bunny che in più occasioni aveva espresso contrarietà all’amministrazione americana e all’Immigration and Customs Enforcement, ormai nota in tutto il mondo come ICE. È tutto pronto per il Super Bowl 2026 ma più che al campo, più che alla gara tra New England Patriots e Seattle Seahawks, le vincitrici delle rispettive Conference di Nfl.
Quella che andrà in scena sarà la 60esima edizione dell’evento sportivo secondo molti osservatori più popolare e atteso dell’anno. Ogni anno circa 120 milioni di telespettatori americani guarderanno quella che non è soltanto una partita ma un vero e proprio show per la cornice sfarzosa che proprio nello spettacolo dell’half time raggiunge il picco più alto. Si giocherà a Santa Clara, in California. Già nel 2015 le due squadre si incontrarono, vinsero in rimonta i Patriots. Si giocherà nella notte tra domenica 7 e lunedì 9 febbraio, alle 00:30 ora italiana, trasmessa su Italia 1 e su Mediaset Infinity e Dazn in streaming.
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Giusto una settimana prima dello spettacolo Bad Bunny non aveva mancato all’appuntamento di esprimere la sua opinione sulle politiche anti-immigrati di Washington. “Non siamo selvaggi. Non siamo animali. Non siamo alieni. Siamo esseri umani e siamo americani”, aveva detto Benito Antonio Martinez Ocasio. Prima di diventare il primo artista in assoluto a vincere il premio per il miglior disco con un album in lingua spagnola, in 68 edizioni dei Grammy, era diventato nel 2022 il primo musicista nominato ai Grammy nella categoria album per un disco in spagnolo, Un verano sin ti. Si era schierato nelle proteste anti-corruzione che nel 2019 avevano sconvolto la sua isola, si era anche espresso a favore della democratica Kamala Harris alle elezioni presidenziali del 2024.
Bad Bunny è stato l’artista più ascoltato al mondo su Spotify con quasi 20 miliardi di streams e nel suo tour nel 2025 non ha fatto una tappa negli Stati Uniti mentre ne ha fatte 31 a Porto Rico. È stato il primo a vincere il Grammy al miglior album dell’anno con un disco in spagnolo. Si esibirà all’halftime cantando completamente in spagnolo, non era mai successo. Un dettaglio non da poco in settimane di altissima tensione per le operazioni dell’ICE e le proteste, le manifestazioni e la morte di due attivisti uccisi a Minneapolis. Negli Stati Uniti vivono comunque oltre 65 milioni di ispanici, si potrebbe parlare del secondo Paese al mondo per ispanofoni dopo il Messico.
È così che la portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che “il presidente preferirà di molto Kid Rock a Bud Bunny”, ovvero il miniconcerto del cantante conservatore proposto in streaming dall’organizzazione di Charlie Kirk Turning Point Usa in alternativa ai 13 minuti del rapper portoricano. Trump aveva già escluso una sua presenza di persona. L’anno scorso aveva presenziato alla finalissima tra Eagles e Chiefs a New Orleans. Aveva già criticato come “assolutamente ridicola” la scelta della Nfl di assegnare spazi a Bad Bunny e ai Green Day in apertura, anche questi ultimi molto critici con il Presidente.