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Imane Khelif: “Non sono trans, prima delle Olimpiadi di Parigi abbassai i miei livelli di testosterone, mi sottoporrò ai test”

Algeria’s Imane Khelif, right, after defeating Italy’s Angela Carini, left, in their women’s 66kg preliminary boxing match at the 2024 Summer Olympics, Thursday, Aug. 1, 2024, in Paris, France. (AP Photo/John Locher)

Algeria's Imane Khelif, right, after defeating Italy's Angela Carini, left, in their women's 66kg preliminary boxing match at the 2024 Summer Olympics, Thursday, Aug. 1, 2024, in Paris, France. (AP Photo/John Locher)

Pur rivelando di essersi sottoposta a una lunga terapia ormonale, annunciando di volersi sottoporre ai test necessari per combattere, Imane Khelif è tornata a ribadire: “Non ho niente da fare con i transgender. Sono nata femmina, sono scresciuta come una femmina, sono andata a scuola come femmina, ho fatto sport come femmina”. Lo ha detto in due interviste rilasciate sia alla CNN che a L’Equipe, a circa un anno e mezzo dalle Olimpiadi di Parigi dove vinse la medaglia d’oro nella categoria dei pesi welter, sul limite dei 66 chili, al costo di finire al centro di un caso mondiale tra sport e genere. “Per i prossimi Giochi, se dovrò sottopormi a un test, lo farò. Non ho problemi”.

Il caso era esploso poco prima che la pugile salisse sul ring contro l’italiana Angela Carini: i politici di destra l’avevano chiamata trans, uomo, nata maschio, intersessuale e via dicendo. Khelif aveva già partecipato alle Olimpiadi di Tokyo nel 2021 – senza vincere – e ai Giochi del Mediterraneo di Orano nel 2022. Era stata squalificata dall’IBA nel marzo 2023 a Nuova Delhi, in India, ma ai Giochi di Parigi la boxe è stata gestita dalla neonata World Boxing Association. Anche la taiwanese Lin Yu-ting, anche lei oro a Parigi, era stata esclusa in India. Di Khelif avevano parlato perfino il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la scrittrice autrice della saga di Harry Oitter, J. K. Rowling.

“È molto doloroso sentire il Presidente di uno Stato parlare di te in quel modo. Voglio spiegare solo che io non ho niente a che fare con i transgender, lo dico a chi sta sfruttando la mia immagine parlando di me come di un transgender. Solo soltanto un atleta, cortesemente non sfruttatemi per la vostra agenda politica” ma “per proteggere le donne non si dovrebbero colpire altre donne”, ha detto alla CNN. “Ho ormoni femminili. E la gente non lo sa, ma ho seguito trattamenti ormonali per abbassare i miei livelli di testosterone per le competizioni”.

 

Si è detta pronta a sottoporsi a qualsiasi test. “Anche se avessi alti livelli di testosterone sarebbe naturale. Per un anno e mezzo prima delle Olimpiadi di Parigi, ho abbassato i miei livelli di testosterone e tutti possono vedere le mie analisi del sangue realizzate dall’agenzia anti-doping”. Ancora oggi sto lavorando con gli psichiatri dopo quell’oro conquistato a Parigi. “Ho già fatto questo test. Ho contattato la World Boxing, ho inviato loro la mia cartella clinica, i miei esami ormonali, tutto. Ma non ho ricevuto alcuna risposta. Non mi nascondo, non rifiuto i test”. Ha detto di avere massima fiducia nel CIO.

All’Equipe ha dichiarato di avere il gene Sry, localizzato sul braccio corto del cromosoma Y, che indica la mascolinità. Tutto naturale, ha aggiunto. “Abbiamo tutti una genetica diversa – ha detto a L’Equipe – diversi livelli ormonali. Non sono transgender. La mia differenza è naturale. Questo è ciò che sono. Non ho fatto nulla per cambiare il modo in cui la natura mi ha creato. Ecco perché non ho paura”. Alcune persone credono però che alti livelli la avvantaggino. “La boxe non ha a che fare soltanto con gli alti livelli di testosterone. Ha a che fare con l’intelligenza, con l’esperienza e con la disciplina”.