Arrestato a Bologna un 36enne russo sul quale pendeva un mandato di arresto internazionale: l’uomo era accusato di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi. Ed era stato accusato di affiliazione a un’organizzazione terroristica. A intervenire la Polizia di Stato, il personale della Sezione Antiterrorismo della Digos di Bologna, con il coordinamento della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, che ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Bologna su richiesta della Procura della Repubblica di Bologna
L’operazione è stata condotta nelle prime ore di questa mattina. Le indagini erano scattate nel giugno del 2025 quando l’uomo era stato controllato da personale della Digos nel centro di Bologna. Già in quell’occasione il 36enne, in compagnia di un connazionale di 38 anni, era stato trovato in possesso di documenti di identità falsi validi per l’espatrio. Se il 38enne già in quell’occasione era stato arrestato, l’altro era stato indagato a piede libero. I device dei due erano stati sequestrati, l’analisi dei contenuti ritrovati all’interno hanno permesso di ricostruire il quadro probatorio.
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Le indagini avevano accertato l’esistenza di un mandato di arresto internazionale emesso dalle Autorità della Federazione Russa a carico di entrambi, inserito nel sistema Interpol mediante Red Notice con l’accusa di affiliazione all’organizzazione terroristica “Imarat Kavkaz”, nonché di partecipazione attiva a conflitti armati in territorio siriano nel periodo di massima operatività dell’organizzazione terroristica del sedicente Stato Islamico. La Corte di Appello di Bologna ha convalidato l’arresto ma non ha concesso l’estradizione verso la Federazione Russa considerata l’attuale situazione internazionale. Entrambi gli arrestati sono indagati per falso documentale.