Alla fine lo ha fatto davvero: la Premio Nobel per la pace María Corina Machado, leader dell’opposizione venezuelana premiata pochi mesi fa, ha consegnato la medaglia dell’Accademia al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “In segno di riconoscimento per il suo impegno unico a favore della nostra libertà”, aveva dichiarato Machado. “È stato per me un grande onore incontrare oggi María Corina Machado, del Venezuela. È una donna straordinaria che ha affrontato tante difficoltà. María mi ha consegnato il suo premio Nobel per la pace in riconoscimento del lavoro che ho svolto. Un gesto meraviglioso di reciproco rispetto. Grazie, María!”, ha scritto Trump sul suo social Truth.
Un retroscena del New York Times aveva raccontato, subito dopo l’operazione che aveva portato alla cattura di Maduro, che Trump era stato infastidito dall’accettazione del premio da parte della dissidente venezuelana. Aveva comunque escluso Machado dal governo del Venezuela, al momento affidato alla vice di Maduro, Delcy Rodríguez. Dopo l’operazione a Caracas aveva spiegato che Machado non ha “il rispetto e il supporto” per governare il Venezuela. Anche ieri, in occasione dell’incontro, Machado è entrata alla Casa Bianca dalla porta ovest e non da quella principale, riservata ai Capi di Stato e ai funzionari più importanti.
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“Gli ho detto – ha raccontato Machado del suo incontro con Trump – che 200 anni fa il generale Lafayette diede a Simon Bolivar una medaglia con la faccia di George Washington, e Bolivar la tenne per tutta la sua vita: simbolo dell’unità del popolo statunitense e venezuelano nella lotta contro la tirannia. Duecento anni dopo il popolo di Bolivar restituisce all’erede di Washington una medaglia, in questo caso il Nobel, in segno di riconoscimento per il suo impegno unico a favore della nostra libertà”. La portavoce del Presidente USA Karoline Leavitt ha spiegato che Machado ha incontrato Trump senza l’aspettativa di ottenere una data per le nuove elezioni ma “ha accettato per avere una discussione franca e positiva su quello che accade in Venezuela”. Il comitato del Nobel ha reagito in mattinata: “Una medaglia può cambiare proprietario ma il titolo di vincitore del Nobel no”.
E nel frattempo il Financial Times ha rivelato che la prima vendita di idrocarburi venezuelani negli Stati Uniti è andata alla società del senior trader di Vitol, John Addison, che ha donato alla campagna elettorale di Donald Trump circa sei milioni di dollari. La settimana scorsa aveva partecipato a un incontro ad alta visibilità con vertici dell’industria alla Casa Bianca, la Vitol era l’unica società presente con due dirigenti di primo piano. Vitol ha comunque precisato che le donazioni di Addison erano a titolo personale. La portavoce della Casa Bianca Taylor Rogers ha respinto le critiche: “Il presidente Trump fa sempre ciò che è nel migliore interesse del popolo americano, come mediare questo storico accordo energetico con il Venezuela subito dopo l’arresto del narco-terrorista Nicolás Maduro. I continui tentativi dei media di fabbricare conflitti di interesse sono un vecchio diversivo”.