Anche lei era stata deportata nel campo di concentramento di Auschwitz, a differenza della sorellastra però lei era sopravvissuta e della sua testimonianza aveva fatto una ragione di vita per il resto dei suoi giorni. Eva Schloss era diventata la sorellastra di Anna Frank dopo esser stata amica d’infanzia della bambina autrice del famoso diario. Prima che le persecuzioni naziste uccidessero anche la loro infanzia. Aveva 96 anni. A dare la notizia della sua morte la Fondazione Anne Frank che l’ha ricordata come “educatrice instancabile della memoria della Shoah, devota nel promuovere la comprensione e la pace”.
Eva Schloss era nata Eva Geiringer, a Vienna, in Austria, nel 1929. Era poco più di una bambina quando il suo Paese venne annesso dalla Germania Nazista del Terzo Reich in quello che era passato alla storia come Anschluss. La sua famiglia era fuggita prima in Belgio e quindi ad Amsterdam, nei Paesi Bassi, dove si era stabilita in Merwedeplein di fronte alla casa di Anna Frank. Le due bambine avevano la stessa età. Giocavano insieme, crebbero insieme. Entrambe le famiglie furono costrette a nascondersi nel 1942.
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Eva e sua madre Elfriede, suo padre Erich e suo fratello Heinz furono traditi due anni dopo da un simpatizzante nazista: furono arrestati proprio nel giorno del 15esimo compleanno della ragazza e vennero deportati nel campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz, in Polonia, nel maggio del 1944. Poco dopo la liberazione nel 1945 da parte dell’Armata Rossa, Geiringer si era trasferita a Londra, aveva studiato e incontrato il marito Zvi Schloss. La madre, vedova, invece era tornata ad Amsterdam e aveva sposato Otto Frank, padre di Anna Frank morta nel campo di Bergen-Belsen nell’ottobre del 1944, ormai anche lui vedovo dopo il ritorno da Auschwitz, unico sopravvissuto della sua famiglia.
Eva Schloss aveva co-fondato la Fondazione Anne Frank Trust nel 1990 con l’obiettivo di sensibilizzare e testimoniare gli orrori dell’Olocausto e della persecuzione nazifascista. Per oltre quarant’anni aveva vissuto nel silenzio i traumi delle persecuzioni, aveva cominciato a offrire la sua testimonianza nel 1988, in occasione di un’esposizione dedicata proprio ad Anna Frank a Londra. Per anni si è dedicata a offrire la sua testimonianza tra scuole, università e carceri.
La sua famiglia ha espresso “grande tristezza” per la perdita di questa “donna straordinaria, sopravvissuta al campo di sterminio nazista, devota educatrice sull’Olocausto, instancabile nel suo lavoro per la memoria, la comprensione e la pace”. A esprimere cordoglio per la morte di Schloss anche Re Carlo III d’Inghilterra che con la moglie Camilla, patrona della fondazione Anne Frank Uk, si è detto “profondamente addolorato. Abbiamo avuto il privilegio e l’orgoglio di conoscerla e la ammiravamo profondamente”, si legge nella nota diffusa tramite i loro canali sul social X. Con Re Carlo, Schloss aveva anche ballato a Londra in occasione di un evento nel 2022.