Attacco degli Stati Uniti al Venezuela: dopo mesi di tensione tra attacchi a imbarcazioni accusate di narcotraffico, dispiegamento di forze marine militari al largo del Venezuela, il premio Nobel per la Pace conferito all’oppositrice Maria Corina Machado, le accuse dirette del Presidente Donald Trump al Presidente Nicolas Maduro, una serie di bombardamenti sono stati condotti nella notte. Clamorosa la notizia data da Trump che ha personalmente comunicato sui social che il Presidente Maduro sarebbe stato catturato con la moglie e portato via dal Paese. Secondo il New York Times le operazioni hanno provocato morti e feriti presso la popolazione locale, non sono stati chiariti i numeri. Condanna da parte di Russia, Cina, Turchia, Colombia, Cuba. Caracas ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
I primi attacchi sarebbero stati condotti intorno alle 1:50 dell’ora locale, le 7:00 di mattina circa in Italia: forti esplosioni accompagnate da rumori simili a quelli di aerei in volo erano state sentite tra Caracas e altre località. Era arrivata subito la condanna di Maduro. “Il Venezuela respinge, ripudia e denuncia la gravissima aggressione militare perpetrata dagli Stati Uniti contro il territorio e la popolazione venezuelani, nelle località civili e militari di Caracas e negli Stati di Miranda, Aragua e La Guaira intorno a Caracas”, si leggeva in un comunicato del governo.
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Il presidente Maduro aveva quindi invitato “tutte le forze sociali e politiche del Paese ad attivare i piani di mobilitazione“. La prima conferma l’aveva fornita Cbs, secondo cui il Presidente Trump aveva ordinato gli attacchi. “Gli Stati Uniti hanno condotto con successo un attacco su larga scala sul Venezuela questa notte”, ha scritto il presidente americano Donald Trump sul suo Truth Social. “Il presidente Nicolas Maduro è stato catturato e portato fuori dal Paese insieme alla moglie. L’operazione è stata condotta in collaborazione con le forze dell’ordine statunitensi”.
Secondo quanto riferisce Cbs, l’operazione sarebbe stata condotta dalle cosiddette Delta Force, il Combat Applications Group, Cag, poche ore prima degli attacchi. Maduro aveva incontrato in pubblico una delegazione diplomatica della Cina. Le Delta Force sono le stesse che hanno catturato il terrorista Abu Anas al Libi a Tripoli, in Libia, nel 2013, il narcotrafficante Joaquin Guzmán detto “El Chapo” nel 2016 e il capo del sedicente Stato Islamico Abu Bakr Al Baghdadi nel 2019. L’operazione sarebbe inequivocabilmente straordinaria, con ogni probabilità appoggiata da apparati interni, riporterebbe le lancette al 1989 quando l’esercito americano invase il Nicaragua per catturare il dittatore Manuel Noriega.
Secondo alcune testimonianze sarebbero state colpite anche basi militari tra cui Fort Tiuna, la più importante del Paese, a ovest di Caracas, e la base aerea di La Carlota. Non sarebbero state colpite le infrastrutture dell’industria petrolifera secondo il Guardian. Alcuni quartieri sarebbero rimsati senza elettricità a causa delle esplosioni. Alcuni abitanti di Caracas hanno preferito lasciare la loro abitazione. I residenti di quartieri come El Junquito, La Pastora, Macarao, El Hatillo, El Marqués e Los Ruices hanno riferito di aver sentito aerei volare sopra di loro ed esplosioni. “I bombardamenti sopra Caracas sono cessati alle 4 del mattino (ora locale, ndr): da circa un’ora non si sentono più i rumori dei jet militari ad altissima quota, entrati in azione per circa due ore”, aveva riferito all’ANSA un italiano che vive da tempo in Venezuela.
“Nessun attacco vile prevarrà contro la forza di questo popolo, che uscirà vittorioso”, ha detto il ministro degli esteri del Venezuela Yvan Gil Pinto, secondo quanto riporta Cnn. La vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez, nella sua prima apparizione pubblica diverse ore dopo gli attacchi, ha chiesto a Washington una prova che Maduro e sua moglie siano vivi. Dovrebbe essere lei a succedere al potere a Maduro qualora la cattura dovesse essere confermata. Maduro è al potere dal 2013, governa in maniera autoritaria, nel 2024 si era di nuovo proclamato presidente nonostante i risultati fossero stati contestati dalle elezioni. Non è riconosciuto da molti Paesi, tra cui gli USA. Secondo gli osservatori indipendenti le elezioni erano state vinte da Edmundo González, che al momento si trova all’estero come Machado. Il ministro dell’Interno Diosdado Cabello ha lanciato un appello alla calma: “Non rendiamo le cose più facili al nemico invasore”.
Secondo quanto riferito dal senatore repubblicano Mike Lee, che ha citato il segretario di Stato Marco Rubio, Maduro sarà processato in Venezuela “con l’accusa di reati penali negli Stati Uniti e che l’azione di questa notte è stata intrapresa per proteggere e difendere coloro che stavano eseguendo il mandato di arresto”. Ha aggiunto che non sarebbero previste nuove operazioni. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni “segue con attenzione la situazione in Venezuela – si legge in una nota di Palazzo Chigi – tenendosi in costante contatto con il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, anche al fine di assumere informazioni sui nostri connazionali”. Sono ore di apprensione anche per Alberto Trentini, il cooperante veneto 46enne detenuto senza accuse da oltre 400 giorni nel carcere El Rodeo a Caracas.