L’impressione è che sia partita una campagna contro la sinistra con un obiettivo preciso: Il Pd e in particolare Elly Schlein. La retata di palestinesi dell’altro giorno, a occhio del tutto pretestuosa, è l’ultimo episodio e sicuramente il più clamoroso. Perché molto ben organizzata. Sono partiti in perfetta sintonia la notizia degli arresti, il comunicato dell’autorità giudiziaria nel quale si accusano gli imputati di avere aiutato i parenti dei detenuti politici in Israele (se questo fosse un reato temo che bisognerebbe mettere in cella mezza Caritas, la Cei, tutta, e forse anche il Papa), e poi, subito, la campagna battente dei giornali di destra, le dichiarazioni dei membri del governo, e le sceneggiate alla Camera dei deputati di centrodestra. Attacchi violenti al Pd, accuse di fiancheggiamento con Hamas.
Prima c’era stata la presentazione di alcune leggi liberticide sulla persecuzione di chi critica Israele (con l’infondata accusa di antisemitismo), e c’era stato l’attacco brusco e violento a Lucio Caracciolo e contemporaneamente il tiro incrociato contro ogni manifestazione pro-pal. In parte questa campagna è guidata probabilmente da Israele. In parte però l’ondata antipalestinese è presa a pretesto dalla destra per cercare di delegittimare la sinistra, e cercare di arrivare alla leader della sinistra, cioè a Elly Schlein. Con metodi squadristi.