Giorni di proteste di piazza con partecipazione straordinaria, le più grandi da decenni nel Paese, hanno spinto Rosen Zhelyazkov a fare marcia indietro. Il primo ministro della Bulgaria ha annunciato giovedì le sue dimissioni e quelle del governo che guidava da inizio anno.
Una scelta comunicata poco prima del voto sua una mozione di sfiducia, la settimana dal suo insediamento al governo, presentata all’Assemblea nazionale, il Parlamento unicamerale bulgaro.
“Il governo si dimette oggi”, ha dichiarato ai giornalisti Zhelyazkov dopo un incontro con i leader dei partiti al potere. “Come abbiamo affermato diverse volte, ci rendiamo conto della voce del popolo che chiede le dimissioni del governo. Giovani e anziani, persone di diverse religioni, hanno votato in piazza per le nostre dimissioni, quindi questa energia del popolo deve essere incoraggiata”, ha dichiarato l’ormai ex primo ministro.
Una situazione precipitata nelle ultime settimane dopo proteste che si sono fatte sempre più numerose e partecipate. Manifestazioni che, se nate inizialmente per contestare alcune norme della legge di bilancio, tra cui l’aumento delle tasse per i lavoratori del settore privato, si sono poi allargate fino a puntare contro i problemi endemici della politica bulgara, a partire dalla corruzione.
Zhelyazkov, esponente del partito di centrodestra Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria (Gerb), aveva formato il suo esecutivo il 16 gennaio scorso in coalizione con i Socialisti filorussi (Bsp) e il partito populista-nazionalista ‘C’è un popolo come questo‘ (Itn). Un esecutivo di minoranza che contava sull’appoggio esterno del ‘Movimento per diritti e libertà – Nuovo Inizio‘ (Dps-Nn), una delle due frazioni della minoranza turca, quella di Delian Peeevski, figura centrale e controversa della politica bulgara, accusato da anni di essere il simbolo della corruzione nazionale e sottoposto a sanzioni dai governi di Stati Uniti e Regno Unito.
La formazione del governo era arrivata tre mesi dopo le elezioni politiche, ma soprattutto dopo anni di crisi politica caratterizzata da esecutivi fragili e tecnici per l’impossibilità di un accordo tra le forze politiche presenti nell’Assemblea nazionale.
La Bulgaria è uno dei Paesi più poveri dell’Unione Europea e dal prossimo anno adotterà l’Euro, la moneta comune europea, nonostante la contrarietà di molti bulgari secondo cui il cambio di valuta farà aumentare il livello dei prezzi.