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Pronto soccorso, la crisi infinità della sanità: da gennaio uno su 4 con meno del 50% dell’organico

Pronto soccorso, la crisi infinità della sanità: da gennaio uno su 4 con meno del 50% dell’organico

Una sanità al collasso, settore sempre nel mirino dei vari esecutivi che si alternano a Palazzo Chigi quando c’è da effettuare tagli salva-bilanci, che affronterà nei prossimi anni ulteriori difficoltà.

A rilevarlo è un’indagine della Società italiana di Medicina d’Emergenza Urgenza (Simeu), che fa emergere un concreto allarme per gli organici nei pronto soccorso italiani: da gennaio 2026 uno su quattro avrà la metà del personale necessario.

L’indagine, effettuata su un campione di circa 50 pronto soccorso selezionati dalla Simeu, corrisponde per numero di strutture e quantità di accessi nel 2024 (oltre 2 milioni e 300mila) al 12% del totale nazionale e corrisponde anche all’attuale livello delle strutture rispondenti: 26% Dea di II livello, 63% Dea di I livello, 11% strutture di pronto soccorso.

Il risultato? Dalle risposte dei direttori di struttura, chiamati a dichiarare la copertura di organico medico prevista per il gennaio 2026, data che potrebbe rivelare nuove carenze in ragione della progressiva scadenza dei contratti con le società di servizi, oltre alla scadenza di alcune tipologie di contratto risalenti al periodo pandemico ma ancora in vigore, il quadro è devastante.

“Il 26% dei pronto soccorso presi in esame avrà meno del 50 per cento dell’organico previsto, il 39% avrà un numero di medici in servizio tra il 50% e il 75% del necessario, il 31% delle strutture vedrà una copertura dell’organico superiore al 75% (il 100% è raggiunto molto raramente)”. Addirittura nel 4% delle strutture l’organico medico sarà inferiore al 25% del necessario, riporta l’indagine della Simeu.

Come sottolinea il presidente Simeu Alessandro Riccardi, i numeri “confermano come la crisi del personale medico continui a rappresentare un elemento fortemente critico nel sistema dell’emergenza urgenza. In mancanza della messa in campo di altre soluzioni per il prossimo futuro si conferma la necessità di ricorrere a soluzioni tampone, quali prestazioni aggiuntive e reclutamento di professionisti con modalità contrattuali esterne alla dipendenza dal Ssn”.