Li hanno ritrovati nel deserto, Roman Novak e Anna, la moglie: una coppia dalla vita scintillante, lussuosa e sfarzosa, a giudicare dai social. Ricchezza che sarebbe stata generata da raggiri ai danni di investitori internazionali. Erano scomparsi a inizio ottobre negli Emirati Arabi Uniti. Al momento non si esclude alcuna pista, si propende per la pista del duplice omicidio, anche piuttosto truculento, con i corpi dei due fatti a pezzi e ritrovati tra le dune del deserto, secondo la ricostruzione delle indagini che ha visto la collaborazione tra autorità russe ed emiratine. Sette le persone coinvolte in Russia, le autorità non hanno comunque confermato ufficialmente il delitto.
Ostentavano amicizie importanti, con sceicchi e miliardari. Fotografie in mezzo mondo, locali esclusivi e lussuosi. A Hong Kong, a Cracovia, anche a Roma. Ormai vivevano a Dubai dopo che l’uomo, nel 2020, era stato arrestato e aveva scontato la sua pena per frode in Russia. Avevano avuto due figli. Novak è un investitore in criptovalute di San Pietroburgo, era noto nell’ambiente per una piattaforma che prometteva di semplificare i trasferimenti transfrontalieri di valuta digitale. La coppia era scomparsa dopo che l’uomo avrebbe raccolto circa 500 milioni di dollari da investitori, anche dalla Cina e dal Medio Oriente.
L’autista li aveva accompagnati nei pressi di un sito turistico dove avrebbero preso un’altra vettura per continuare una presunta vacanza. Soltanto un ultimo messaggio di Novak, avrebbe raccontato a un amico di essere bloccato tra i monti dell’Oman e di aver bisogno subito di 200mila dollari. Da quel momento in poi si erano perse le tracce della coppia. Secondo alcune ricostruzioni sarebbero stati ingannati: attirati con l’invito in una villa ad Hatta, nell’emirato di Dubai, per un incontro con potenziali investitori. Secondo la ricostruzione di Fontanka, marito e moglie sarebbero stati sequestrati da una gang che pretendeva un tesoretto in criptovalute.
I resti dei due erano stati ritrovati a Fujairah tra le dune di sabbia al confine con l’Oman. Sarebbe stata una villa la scena del crimine con tracce di sangue e coltelli. Potrebbero esser stati uccisi a inizio ottobre, i figli sono stati affidati ai nonni. Alcuni presunti assassini sono stati coinvolti nelle indagini in Russia: sette in tutto tra cui due reduci della guerra in Ucraina e un ex poliziotto. Almeno un ordine di arresto confermato dall’agenzia di stampa Tass, altre fonti parlano di almeno tre persone, altre ancora potrebbero esser state coinvolte soltanto nell’organizzazione ma non nel duplice omicidio.