Non solo Zohran. Se i titoli dei quotidiani statunitensi sono, ovviamente, dedicati al trionfo di Zohran Mamdani a New York, col 34enne esponente dell’ala socialista dei Democratici che ha sconfitto nelle urne l’ex governatore dello Stato Andrew Cuomo, sostenuto da Donald Trump (nonostante il recente passato da Democratico di Cuomo, sconfitto da Mamdani nelle primarie del partito), da Elon Musk e dall’ex sindaco Eric Adams, negli Stati Uniti martedì si sono tenuti altre votazioni di rilievo.
Assieme alla vittoria di Mamdani i Democratici possono festeggiare un tris storico: oltre ad imporre nelle ‘Grande Mela’ il primo sindaco musulmano, il partito dell’Asinello elegge le prime due due donne governatrici in New Jersey e in Virginia, swing state quest’ultimo strappato ai Repubblicani di Trump, e la vittoria al referendum sui collegi elettorali in California.
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Il presidente, che era entrato a gamba tesa sul voto nella più grande metropoli Usa minacciando di tagliare i fondi federali alla città, su Truth ha ammesso la sconfitta ma, citando non meglio precisati sondaggisti, sostiene che “il fatto che Trump non fosse sulla scheda elettorale e lo shutdown sono stati i due motivi per cui i repubblicani hanno perso le elezioni stasera”.
Ma le buone notizie per i Democratici, come detto, non arrivano solamente da New York. In Virginia la 46enne Abigail Spanberger, ex operativa della Cia, ha strappato ilo Stato ai Repubblicani diventando la prima donna governatrice proponendo una piattaforma meno “radicale” di Mamdani. Sua vice sarà Ghazala Hashmi, senatrice statale di origine indiana, prima persona musulmana e sud-asiatica a ricoprire un incarico statale nell’Old Dominion State.
Successo Dem anche in New Jersey, dove la 53enne deputata Mikie Sherrill, ex procuratrice federale ed ex ufficiale di Marina, è stata eletta governatrice del “Garden State”: sconfitto Giacchino Michael “Jack” Ciattarelli, uomo d’affari italo-americano che aveva ricevuto l’endorsement dello stesso Donald Trump.
Infine il referendum in California sulla “Proposition 50”, che ridisegna i collegi elettorali dello Stato così che i Democratici possano vincerne cinque in più: si tratta di una risposta del governatore Dem governatore Gavin Newsom, che non nasconde ormai le velleità nazionali come possibile candidato presidente nel 2028, alla misura analoga intraprese dal vicino Texas a maggioranza Repubblicana.
“Abbiamo bisogno dello stato della Virginia. Abbiamo bisogno dello stato del Maryland”, ha detto Newsom in un discorso trasmesso dalla sede centrale del Partito Democratico della California. “Abbiamo bisogno dei nostri amici di New York, Illinois e Colorado. Dobbiamo vedere gli altri stati, i leader straordinari che hanno fatto cose straordinarie, affrontare questo momento a testa alta, per riconoscere ciò che ci aspetta nel 2026”, cioè nelle elezioni di medio-termine per il Congresso Usa.