X

Chi è Pierpaolo Capovilla: il cantante rock, rivelazione come attore protagonista nel film “Le città di pianura”

La Presse © Roma Italy – 01/05/2012 Concerto 1° Maggio – Roma Piazza San Giovanni Nella foto: Teatro degli Orrori Musica Cronaca Concerto Primo maggio Spettacolo

La Presse © Roma Italy - 01/05/2012 Concerto 1° Maggio - Roma Piazza San Giovanni Nella foto: Teatro degli Orrori Musica Cronaca Concerto Primo maggio Spettacolo

A sorpresa non è un attore l’attore di cui forse si è parlato di più negli ultimi tempi in Italia: Pierpaolo Capovilla, alfiere del rock alternativo italiano, autore di canzoni, frontman, a teatro in letture poetiche, amante della letteratura e dell’alcol. È protagonista di un film che si candida a diventare un piccolo cult, Le Città di Pianura, diretto dal regista Francesco Sossai, presentato all’ultimo Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard. Gli altri attori protagonisti sono Filippo Scotti e Sergio Romano.

Prima che come attore, Capovilla è noto nell’ambiente musicale underground italiano come cantante, bassista, autore, frontman. Prima degli One Dimensional Band, noise e hardcore con sei album in studio all’attivo. Quindi con il Teatro degli Orrori, gruppo rock simbolo degli ambienti indie e alternative nei primi anni duemila in Italia. Ha fatto parte del supergruppo Buñuel. Pubblicato l’anno scorso invece il primo album della nuova formazione, Pierpaolo Capovilla e i Cattivi Maestri. Ha realizzato anche un album da solista, nel 2014, Obtorto Collo.

Capovilla in Le città di pianura interpreta Doriano. Con l’amico Carlobianchi inseguono un’ultima, il rituale e canonico “bicchiere della staffa”, per i bar della provincia veneta. Amici da una vita, cinquantenni, due irregolari, che si dicono di “aver scoperto una roba veramente incredibile sulla vita” ma non se la ricordano. Sulla loro strada incrociano Giulio, un timido studente di architettura che viene coinvolto, sviato, traviato in questo viaggio al termine della notte in provincia.

“Francesco mi racconta il personaggio che dovrei interpretare – ha raccontato in un pezzo firmato da lui stesso su Rolling Stone Italia – un cinquantenne sfigato, alcolista e sovrappeso, un balordo ma, in fondo, un buon diavolo, inoffensivo, gentile persino, un povero fallito che se ne infischia del proprio stesso destino, tanto … ormai … La proposta incomincia a piacermi, e non poco. Adesso ho capito perché hai pensato a me! Lo sai, vero, che in fin dei conti sono molto simile al personaggio del film. La mia cattiva fama, pensai, mi segue, come un’ombra, ovunque vada”.

È un film di zingarate, avventure dissacratorie e scherzose messe insieme da un gruppo goliardico di amici. È sia Amici Miei di Monicelli che Il Sorpasso di Dino Risi, è la poetica di certi film di Kaurismaki e il pretesto narrativo di Un altro giro. Il film è stato molto apprezzato da pubblico e critica, si candida a diventare un piccolo cult.