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Eredità Gianni Agnelli, spunta un testamento dell’Avvocato del 1998: “È stato nascosto, smentisce la successione a John Elkann”

Foto LaPresse archivio storico Torino Stadio delle Alpi Italia Gianni Agnelli nella foto: Gianni Agnelli allo stadio con John Elkann, Umberto, Allegra e Anna Agnelli alle sue spalle. Partita Juve/Bari Busta 851/3

Foto LaPresse archivio storico Torino Stadio delle Alpi Italia Gianni Agnelli nella foto: Gianni Agnelli allo stadio con John Elkann, Umberto, Allegra e Anna Agnelli alle sue spalle. Partita Juve/Bari Busta 851/3

Spunta un nuovo testamento olografo, inedito, attribuito all’Avvocato Gianni Agnelli. Ancora un colpo di scena nell’infinita saga dell’eredità della famiglia italiana industriale più popolare del Novecento. A tirare fuori il documento nell’udienza al tribunale di Torino i legali di Margherita Agnelli, secondo i quali rappresenterebbe una prova che le volontà finali dell’Avvocato furono ignorate. La difesa dei fratelli Elkann respinge la validità della scoperta sulla successione.

Il documento è datato 20 gennaio 1998. Dispone che il 25% delle quote della società “Dicembre” – la cassaforte di famiglia che controlla il gruppo Exor, ovvero il gruppo editoriale Gedi, la squadra di calcio della Juventus – sia destinato al figlio Edoardo Agnelli, morto suicida nel 2000. Il documento revocava la cosiddetta “lettera di Monaco” del 1996 che assegnava la stessa quota al nipote John Elkann, che acquisì il controllo della “Dicembre” grazie a una donazione della nonna Marella Caracciolo nel 2003.

Margherita Agnelli è la figlia di Gianni Agnelli, sorella di Edoardo Agnelli, morto suicida nel 2000 prima della morte del padre nel 2003. John, Lapo e Ginevra Elkann suoi figli, nipoti dell’Avvocato Gianni Agnelli. Per i suoi legali il documento smentisce la successione a favore di John Elkann, figlio del primo marito di Margherita Alain Elkann, che oggi è presidente del gruppo Stellantis, erede della Fiat nato dalla fusione tra Fiat Chrysler e Peugeot.

Quando Gianni Agnelli morì nel 2003, la sua eredità passò alla moglie Marella Caracciolo e alla figlia Margherita. Quest’ultima rivendica il 50% dei beni della sua eredità nonostante l’accordo del 2004. “Le quote spettavano a Edoardo e, in sua assenza, agli eredi legittimi, ossia Margherita e Marella”, hanno dichiarato gli avvocati Dario Trevisan e Valeria Proli. Secondo i legali, la scoperta dovrebbe portare a “rivedere radicalmente gli assetti proprietari” e rappresentare “la prova morale di un tradimento delle volontà di Agnelli”.

La difesa dei fratelli John, Lapo e Ginevra Elkann replica che il testamento, prodotto solo in copia fotostatica, non incide sulla successione. “Edoardo era già deceduto al momento della morte dell’Avvocato nel 2003, e le quote furono trasferite a Marella e Margherita. L’accordo transattivo del 2004 ha chiuso la questione”. La stessa accusa l’altra parte di generare “confusione mediatica”. Gli avvocati sostengono la validità dell’accordo del 2004 e aggiungono che a distanza di tanto tempo non ci possa possano essere più valide pretese sulla successione.