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Kevin Spacey contestato a Lucca dai Pro-pal

Photo by Alessandra Tarantino/Invision/AP

Photo by Alessandra Tarantino/Invision/AP

L’Italia è il paese delle seconde possibilità, almeno quelle cinematografiche, secondo Kevin Spacey, ospite di punta dell’edizione 2025 del Lucca Film Festival, che ha aperto proprio Sabato 20 settembre con il Premio alla Carriera all’attore americano e il suo ultimo film, in anteprima mondiale: 1780. Opera seconda del regista Dustin Fairbanks, è un thriller storico ambientato durante la Guerra d’Indipendenza Americana e inevitabilmente un film indipendente, estraneo ai meccanismi di Hollywood e i suoi blockbuster, un mondo dentro il quale anche per Spacey, assolto da tutti i processi in cui lo si accusava di abusi e violenze, sarà difficile ritornare.

L’arrivo di Spacey a Lucca è stato accolto tanto calorosamente dai fan quanto con malcontento da parte di numerosi manifestanti pro-Pal che sono accorsi la sera della premiazione per protestare in seguito al venire alla luce del chiaro sostegno di Spacey a Israele e il suo esercito. Nel dicembre 2024 infatti, Spacey faceva visita ai kibbutz colpiti da Hamas e ai soldati israeliani feriti dedicandogli parole di ammirazione e forza. A novembre, Spacey ha in programma di fare ritorno lì per portare il suo spettacolo Songs & Stories. Nonostante le proteste, il palco del cinema Astra è stato comunque festante e commosso teatro di un sincero messaggio dell’attore in elogio delle seconde possibilità: “Quando House of Cards è stata sospesa ho visto sparire il mio mondo. Sono rimasto fermo a guardare il mondo andare avanti, le produzioni, i film, le interviste, e non ero sicuro di riuscire a tornare. Devo ringraziare l’incoraggiamento di Ewan Lowenstein, mio manager che mi ha sostenuto e mi ha spinto verso un futuro che non sapevo se sarebbe esistito. Grazie per avermi insegnato che le seconde possibilità esistono.”