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Suicidio assistito, via libera anche in Sardegna: ma c’è il rischio del ricorso del governo

Photo by Roberto Monaldo / LaPresse

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La Sardegna è la seconda Regione, dopo la Toscana, ad aver approvato una legge sul suicidio assistito. “Siamo grati alle Consigliere e Consiglieri della Regione Sardegna per avere approvato la nostra legge ‘Liberi Subito’, che definisce tempi e procedure per l’aiuto medico alla morte volontaria”, affermano Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretaria nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, che parlano di “legge di civiltà, volta a impedire il ripetersi di casi di persone che hanno dovuto attendere una risposta per mesi, o addirittura per anni, in una condizione di sofferenza insopportabile e irreversibile”.

“Le regole approvate in Sardegna consentono la piena attuazione della sentenza della Corte costituzionale ‘Cappato-Antoniani’, che ha legalizzato in Italia il cosiddetto ‘aiuto al suicidio’ a determinate condizioni. Il nostro obiettivo è ora quello dell’approvazione della legge ‘Liberi Subito’ in tutte le Regioni italiane, dove il ‘suicidio assistito’ è comunque già legale (in forza delle sentenze della Consulta), ma senza che ci siano garanzie su tempi e sulle procedure per le persone malate e i medici – evidenziano Gallo e Cappato -. Continueremo anche a aiutare le persone a fare luce sui diritti alla fine della vita attraverso il nostro ‘Numero Bianco’ 06 9931 3409, attraverso il quale diamo informazioni anche sul testamento biologico e sulle cure palliative. Proprio sul potenziamento delle cure palliative, sul quale siamo da sempre impegnati, siamo pronti ad allearci anche con chi si è battuto contro la nostra legge, perché il diritto all’autodeterminazione non è in alcun modo in contrasto col diritto alle cure”.

“Un passo in avanti sul terreno dei diritti delle persone – chiosa il segretario di +Europa Riccardo Magi – e dell’autodeterminazione. L’avversione ideologica della presidente Meloni e della maggioranza contro una legge di civiltà non la comprende più nessuno, risulterebbe ridicola se non ci fossero in gioco la sofferenza e la libertà delle persone, invece è disumana, e la proposta della maggioranza in discussione al Senato va respinta al mittente, essendo di gran lunga peggiorativa perfino rispetto alle sentenze della Corte Costituzionale”.