Un allarme aereo su tutto il territorio ucraino, lungo 40 minuti, fino alla revoca. Tanto è durato l’incubo per la popolazione ucraina a seguito dell’allerta lanciata dalla Difesa di Kiev in seguito al decollo in Russia di un caccia MiG-31K e la presenza, segnalata dall’Aeronautica militare, di missili ipersonici nello spazio aereo del Paese.
“Tutta l’Ucraina è a rischio missili! Registrato il decollo di un MiG-31K”, ha annunciato su Telegram l’Aeronautica militare di Kiev. “Tutta l’Ucraina è a rischio missili! Registrato il decollo di un MiG-31K”, era stato l’annuncio su Telegram dell’Aeronautica militare.
Allarme che è arrivato a seguito dell’ennesima intensa notte di combattimenti, nei cieli come sul suolo, tra Ucraina e Russia. Lunedì mattina l’esercito russo ha attaccato la regione di Khmelnytskyi, nell’Ucraina occidentale, con missili ipersonici Kinzhal, mentre droni hanno ripetutamente colpito la città di Odessa.
Ma anche in Russia cresce il pericolo per le incursioni ucraine, sempre più frequenti. Questa mattina le autorità russe hanno dovuto fermare i treni alla stazione di Volgograd, colpita nella notte da un attacco ucraino con droni. “Le difese aeree hanno respinto un massiccio attacco di droni nella regione meridionale russa di Volgograd”, ha dichiarato il governatore Andrey Bocharov citato dall’agenzia di Stato, specificando che non ci sono state vittime. Alcuni droni sono caduti nei campi, provocando qualche fuoco di sterpaglia, ma un incendio di maggiori proporzioni si è sviluppato alla stazione ferroviaria di Archeda, nella città di Frolovo.
Dal ministero della Difesa di Mosca si sottolinea quindi che le difese aeree russe hanno abbattuto nella notte 61 droni ucraini su diverse regioni russe: “Le difese aeree in servizio hanno intercettato e distrutto 61 droni ucraini tra le 23:00 (le 22 in Italia) del 3 agosto e le 5:20 del 4 agosto. Diciotto droni sono stati abbattuti sul Mar Nero, 12 sulla regione di Voronezh, 11 sulla Crimea, otto sulla regione di Belgorod, sei sulla regione di Volgograd, due sulla regione di Bryansk, altri due sulla regione di Rostov, uno sulla regione di Mosca e uno ancora sulla regione di Ryazan”, si legge in una nota.
Sul fronte diplomatico le novità principali arrivano da Washington. L’inviato statunitense Steve Witkoff sarà a Mosca a metà settimana, tra mercoledì e giovedì, come riferito dal presidente Donald Trump ai reporter prima di partire dal suo resort a Bedminster per la Casa Bianca. Trump ha detto che l’obiettivo è “raggiungere un accordo per far sì che si smetta di uccidere la gente“.
Il presidente Usa ha poi confermato “l’ultimatum” concesso al Cremlino, spiegando che se si arriverà alla scadenza e la Russia non accetterà il cessate il fuoco “ci saranno sanzioni”. “Ma sembrano essere piuttosto bravi a evitarle. Sapete, sono tipi astuti, e sono piuttosto bravi a evitare le sanzioni, quindi vedremo cosa succederà”, ha aggiunto Trump.