Ricco, ossessionato dall’Anticristo, potente e soprattutto, ma qui siamo alla questione più importante, pericoloso. Si potrebbe descrivere con queste poche parole Peter Thiel, il miliardario statunitense che da domenica 15 marzo è in Italia per alcuni giorni in cui terrà un ciclo di conferenze riservate sui rapporti tra potere, tecnologia e teologia.
Il primo assaggio si è tenuto ieri a Palazzo Taverna, tra piazza Navona e Castel Sant’Angelo a Roma. Accoglienza non esattamente straordinaria per Thiel, con un parterre di secondo piano pronto ad ascoltare il “verbo” del tecno-profeta statunitense: i volti più conosciuti a sfilare erano quelli di alcuni giornalisti come Daniele Capezzone, direttore del Tempo, il suo predecessore Roberto Arditti, alcuni volti Rai e diversi imprenditori. Mancavano all’appello tutti i big di Lega e Fratelli d’Italia.
Chi è Peter Thiel
Nato nel 1967 a Francoforte in Germania, cresciuto tra Sud Africa, Namibia e Ohio, negli Usa, si trasferisce in California con la famiglia ed entra nella prestigiosa università di Stanford. Qui studia filosofia, percorso ben diverso da tutti i “tech guy” che spopolano nella Silicon Valley e che presto conoscerà: Thiel infatti cresce appassionandosi alle opere dell’antropologo francese René Girard, padre della teoria del “desiderio mimetico” che considera il suo “maestro”, e al “Signore degli anelli” di Tolkien, libro-ossessione dell’estrema destra nostrana, a partire dai Fratelli d’Italia di Meloni.
Non è un caso se Thiel ha dato ad almeno sette delle sue aziende un nome legato alla storia tolkeniana: dalla più nota Palantir ad altre come Narya Capital, Mithril (dove ha lavorato l’attuale vicepresidente Usa JD Vance, sponsorizzando la sua ascesa politica), Anduril industries, Valar o Lembas Capital.
La svolta, almeno dal punto di vista economico, arriva con la fondazione di PayPal, ancora oggi ben noto servizio di pagamenti online, assieme a Elon Musk e Max Levchin. Vende la società ad eBay nel 2002 per 1,5 miliardi e con quei soldi mostra incredibile fiuto negli investimenti: è il primo a mettere soldi su Facebook, nel 2004, dove per due decenni ha seduto nel consiglio di amministrazione.
Negli anni a seguire è coinvolto nella fondazione di altre società, diventa presidente dell’hedge fund Clarium Capital e partner della società di venture capital Founders Fund a New York: la sua ricchezza personale “esplode”, nel 2024 secondo Bloomberg ha un patrimonio netto di oltre 11 miliardi.
Il suo nome oggi è legato in particolare a Palantir, azienda specializzata in analisi di dati e sviluppo software che collabora con l’esercito americano e con varie agenzie governative, tra cui la controversa ICE, ma anche con governi e forze armate di altri Paesi, come Germania, Israele e Regno Unito. Altra azienda “chiacchierata” in mano a Thiel è Anduril, che sviluppa e vende droni e altre armi autonome all’esercito statunitense e ai suoi alleati.
Le sue posizioni politiche
All’impegno nel campo industriale ed economico Thiel aggiunge un enorme attivismo in quello politico: pur definendosi un libertario conservatore, da anni sostiene finanziariamente figure o cause legate all’estrema destra statunitense e non solo.
Oggi è di fatto uno dei più influenti tecnocrati ultraliberisti assieme a Elon Musk. Ma, rispetto al Ceo di Tesla e X, Thiel si differenzia per mettere assieme il “tecno-ottimismo” che condivide con Musk assieme ad un tradizionalismo cristiano figlio dei suoi studi filosofici.
I suoi convegni, compreso quello di Roma di questi giorni, sono ormai diventati noti perché infarciti di richiami mistici e pseudoreligiosi, in particolare sul tema dell’Anticristo. Thiel lo intende come un insieme di forze, politiche e culturali, che intendono fermare il progresso: per questo il dito è puntato contro i critici dell’intelligenza artificiale, il mondo dell’ambientalismo, con particolare violenza contro Greta Thunberg, ma anche i settori della Chiesa che da tempo segnalano le storture dell’IA.