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Neonati partoriti e seppelliti in giardino, Chiara Petrolini: “Non sapevo di essere incinta, nessuno può capire il dolore di perdere un figlio”

Neonati morti e sepolti a Traversetolo, i resti del secondo corpo risalgono a un anno fa.la madre 22enne indagata. Procura: “Ha partorito da sola in casa”. martedi 17 settembre 2024 Traversetolo (Foto Giovanna Pavesi /Lapresse) Newborns dead and buried in Traversetolo, the remains of the second body date back to a year ago. The 22-year-old mother is under investigation. Prosecutor’s Office: “She gave birth alone at home”. Tuesday 17 September 2024 Traversetolo (Photo Giovanna Pavesi /Lapresse),

Neonati morti e sepolti a Traversetolo, i resti del secondo corpo risalgono a un anno fa.la madre 22enne indagata. Procura: “Ha partorito da sola in casa”. martedi 17 settembre 2024 Traversetolo (Foto Giovanna Pavesi /Lapresse) Newborns dead and buried in Traversetolo, the remains of the second body date back to a year ago. The 22-year-old mother is under investigation. Prosecutor's Office: "She gave birth alone at home". Tuesday 17 September 2024 Traversetolo (Photo Giovanna Pavesi /Lapresse),

Chiara Petrolini ha raccontato di non essere sicura di aspettare un bambino e di riconoscere di aver sbagliato, di covare dentro di sé un malessere insondabile e costante nonostante le apparenze. “Sono stata anche descritta come un’assassina, come una madre che uccide i suoi figli, ma non sono questo. Io non ho mai voluto fare del male ai miei bambini”, ha detto nelle dichiarazioni spontanee davanti alla Corte di assise di Parma. È accusata di omicidio premeditato e della soppressione soppressione dei cadaveri dei suoi due figli neonati, partoriti a maggio 2023 e agosto 2024 e trovati sepolti nel giardino di casa, a Vignale di Traversetolo in provincia di Parma.

“Il dolore che si prova è una sofferenza che è difficile da far capire. In molti hanno parlato di me e della mia situazione, ma nessuno ha mai pensato a quello che si prova quando perdi un bambino. Ogni giorno mi alzo con un vuoto che faccio fatica a colmare, mi immagino se fossi qui, oggi come sarebbe, che mamma sarei, mille domande a cui non potrò mai dare una risposta. Col tempo però si prova ad andare avanti con una ferita che però non si è ancora rimarginata, ma che continua a sanguinare ogni giorno”

Petrolini è entrata in aula con degli appunti, presenti anche i genitori. “Ci tengo a partire raccontando chi sono veramente. Certamente molti hanno raccontato chi sono, che vita facevo, che ragazza ero, ma penso che nessuno meglio di me oggi può dire chi sono. Se mi aveste chiesto un anno fa chi ero, molto probabilmente mi sarei descritta con poche semplici parole, senza andare nel profondo; oggi, grazie soprattutto al percorso che sto facendo, sto imparando a conoscermi meglio e, soprattutto, ad ascoltarmi. In molti, qui e fuori, mi hanno descritto come la brava ragazza, che viene da una buona famiglia, ha buoni amici, un ragazzo, una ragazza che studiava. Certamente chiunque mi vedeva poteva descrivermi così, ma questa era solo apparenza”.

Petrolini ha parlato di un malessere e di un senso di solitudine profondi, una specie di “spazio vuoto che nessuno riusciva a riempire” e che l’accompagnava in tutte le giornate, di sentirsi sempre giudicata. “Anche se non mi aspettavo queste due gravidanze, io sapevo che avrei tenuto i bambini e li avrei voluti crescere.
Quello che ho fatto dopo è stata una scelta sicuramente sbagliata, presa senza ragionare, che oggi sto iniziando a riconoscere, ma in quel momento per me è stata la scelta più giusta da fare: tenerli vicino a me, per non allontanarmi più da loro”.

Neanche un test di gravidanza, soltanto l’impressione di una pancia più grande di cui però nessuno si accorgeva. “Facevo le ricerche, ma non ho mai messo in atto niente, non so perché lo facevo, ero stanca e confusa. Non pensavo di essere incinta, nella mia testa dicevo che era impossibile, altrimenti gli altri se ne sarebbero accorti. Per quello mettevo in atto comportamenti come fumare o bere. Non ho mai avuto una nausea, mai presi farmaci per anticipare il parto, mai sono stata preoccupata di partorire in aereo”.

Ha raccontato di non ricordare quasi niente del suo primo parto. “Ho sentito mal di schiena e mal di pancia, mi sono alzata dal letto, mi è venuto da spingere, ho trovato questo bimbo tra le mani. Mi sono accorta che non respirava e ho fatto quel che sentivo di dovere fare, seppellirlo. Penso di non aver capito cosa è successo, di iniziare a comprenderlo solo ora”. Ad agosto 2024 invece non pensava di stare partorendo. “Quando sono tornata a casa sono andata a letto e avevo mal di pancia, pensavo di aver il ciclo. Mi sono alzata, ho sentito di dover spingere, mi sono trovata tra le mani questa creatura, la prima cosa che ho pensato è di tagliare il cordone. Poi non ricordo cosa è successo, mi sono appoggiata al letto, sono svenuta”.

Pochi giorni dopo è partita per un viaggio con la famiglia a New York. Dopo il parto “fisicamente stavo bene, dentro ero distrutta. Nessuno può capire il dolore di perdere un figlio se non gli è mai successo e non vuol dire niente se il giorno dopo sono uscita, sono andata dall’estetista e ho visto i miei amici. Non vuol dire che io non sia stata male, che non ci sto male per aver perso i miei due bambini. Non importa se il bambino era appena nato, se era una cosa inaspettata, quel bambino era parte di me. E io non gli avrei mai fatto del male”.