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Nel carcere minorile di Casal del Marmo torturano i ragazzini: Meloni che dice?

Nel carcere minorile di Casal del Marmo torturano i ragazzini: Meloni che dice?

La scena di questo orrore è il carcere minorile di Casal del Marmo, alla periferia Nord di Roma. I racconti sono agghiaccianti. Non sono racconti di fantasia, non sono avvenimenti dell’ottocento. Sono fatti vere avvenuti appena qualche mese fa, i protagonisti sono agenti di polizia penitenziaria, funzionari dello stato e ragazzini minorenni, tutti stranieri. Tra i 15 e i 19 anni. In genere quando uno straniero commette un reato, sui giornali si scrive nel titolo che è uno straniero. Stavolta no.

Gli stranieri sono le vittime, non c’è bisogno di precisare che sono arrivati qui coi gommoni e molti di loro, probabilmente, sono “clandestini”. E non c’è bisogno nemmeno di stare tanto a ragionare che in modo del tutto evidente sono stati scelti proprio perchè migranti: più deboli, con nessuna relazione importante, poco credibili. Sentite cosa ha raccontato ai magistrati questo ragazzino di 15 anni, poco più di un bambino: ”Mi hanno fatto sdraiare sul lettino, mi hanno fatto togliere i pantaloni e gli slip e hanno minacciato di tagliarmi le palle. Io piangevo, e pregavo di smettere. Loro si sono avvicinati con delle forbici, hanno iniziato a pungermi il testicolo destro. Hanno fatto uscire del sangue. Poi uno di loro ha chiesto all’altro il bisturi. E gli ha domandato: quale tagliamo il destro o il sinistro? Poi mi hanno portato di nuovo in cella, e hanno continuato a picchiarmi, pugni schiaffi , calci”.

Voi avete, o avete avuto un figlio di 15 anni? Lo sapete quanto è debole? Riuscite a immaginarvi il suo terrore, il dolore, la solitudine di fornte a un agente di polizia che minaccia di evirarlo? È solo una delle tredici testimonianze, quella che abbiamo riportato. Sono tredici i ragazzini che hanno denunciato le torture. La Procura ha consegnato gli avvisi di garanzia a dieci agenti. Due di loro sono indagati per torture, cinque sono indagati per lesioni e tre per falso ideologico. L’inchiesta è partita da una segnalazione del Dap, che nel frattempo ha provveduto a trasferire gli agenti sospettati di torture. Il Dap si era mosso probabilmente sia per un esposto che era stato presentato nel luglio scorso dall’associazione “Antigone”, sia per le segnalazioni che venivano da operatori sanitari e religiosi che sono presenti nel carcere.

“Nella primavera dello scorso anno – ha dichiarato Patrizio Gonnella, presidente di Antigone – l’associazione era venuta a conoscenza di alcuni casi di possibili violenze. Raccolte queste testimonianze si era deciso di procedere alla presentazione di un esposto dove si dettagliano alcuni d questi episodi. Ora ci si attende una presa di posizione ministeriale netta contro le violenze e le torture. E ci auguriamo che si metta la parola stop a ogni deriva militaresca nelle carceri per adulti e per minori. Siamo grati alla magistratura per l’inchiesta che si spera porti a una rapida ricostruzione dei fatti con il sostegno di tutte le istituzioni “. Oltre all’esposto, Antigone segnalò quanto gli era stato riferito anche alle autorità istituzionali.

”Quello che emergeva da quei racconti – sottolinea Susanna Marietti, coordinatrice nazionale e responsabile dell’osservatorio minori di Antigone – è che non si trattava di mele marce, ma di un problema di sistema. Ma questa vicenda ci dice che nelle carceri esistono anche degli anticorpi che sono rappresentati dai tanti operatori che ogni giorno, non senza fatica, fanno il loro lavoro nel rispetto dei diritti e delle persone. Da loro e dalla presenza di Antigone sulle carceri, che serve a monitorare ciò che accade e a costruire relazioni di fi ducia con tutte le parti, è stato possibile far emergere questo caso. Per questo – conclude Marietti – è importante che gli sguardi indipendenti nelle carceri continuano ad essere resi possibili”.

Ora ci si aspetterebbe una presa di posizione del ministro Nordio, forse anche della premier Meloni, che in genere è molto attenta ai problemi dei ragazzi. Nordio per ora si è limitato, nella giornata di ieri, ha diffondere un comunicato sulla celebrazione del 209 esimo anniversario della polizia penitenziaria. Esaltandone il ruolo decisivo per la nazione. Tutto si può dire di Nordio, meno che sia un tipo attento a non fare gaffe.