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Weinstein in carcere: “È un inferno, sono innocente e i miei figli lo sanno: incredibile non ricevere alcuna clemenza”

Harvey Weinstein appears in court on Wednesday, March 4, 2026 in New York. (Steven Hirsch /New York Post via AP, Pool)

Harvey Weinstein appears in court on Wednesday, March 4, 2026 in New York. (Steven Hirsch /New York Post via AP, Pool)

Continua a professarsi innocente: dice di non aver aggredito alcuna donna e di trovare una ragione per mantenersi lucido di mente, nell’isolamento del carcere, nei figli. Per Harvey Weinstein la prigione “è un inferno. Altri detenuti possono andare nel cortile. Ma ogni volta che sono là fuori, mi sento come se fossi sotto assedio. Si avvicinano e dicono: ‘Weinstein, dammi dei soldi. Weinstein, dammi il tuo avvocato. Weinstein, fai questo. Weinstein, fallo!’. Sono costantemente minacciato e deriso”. Una volta è stato picchiato, colpito con un pugno mentre era in fila al telefono.

L’ex magnate del cinema ha 73 anni, ha rilasciato una lunga intervista all’Hollywood Reporter, la prima da quando è in carcere. “C’erano alcune donne che sapevano esattamente cosa ci si aspettava. Forse si sono sentite male più tardi o se ne sono pentite, forse hanno visto l’opportunità di un pagamento. Ma non tutte erano così ingenue come amavano fingere”. Si professa sempre innocente insomma. “Ho detto ai miei figli che sono innocente, loro ci credono”. Ha cinque figli, tre femmine di 30, 15 e 12 anni con cui ha contatti quotidiani, e altri due con cui si parla da sei anni. “Sanno tutto. Sono abbastanza grandi per cercare su Google. Ma ho detto loro che non ho mai aggredito sessualmente nessuno e loro mi credono”.

È stato con il suo caso che è esploso il movimento del Metoo, dopo una serie di articoli pubblicati sul New York Times e sul New Yorker nel 2017. Abusi e molestie sessuali ad attrici di Hollywood: è stato condannato a 16 anni di carcere nel febbraio 2023. “Ero sposato con una donna fantastica che non aveva idea di cosa stessi facendo. Mentivo sempre. Usavo impropriamente il mio staff per nascondere queste cose”, ha raccontato nell’intervista. “Molte delle accusatrici lo hanno fatto per soldi, una donna ha ricevuto da me tre milioni di dollari, un’altra 500mila. Ho mai aggredito sessualmente una donna? No, non l’ho mai fatto”. Ma anche: “Mi dispiace. Non avrei dovuto essere con loro fin dall’inizio. Le ho ingannate”.

Weinstein è detenuto in un’unità medica del carcere di Rikers Island, a New York, lontano dal resto della popolazione carceraria. Non ha contatti con gli altri detenuti, non ha contatti umani in generale se non con infermieri e agenti. “Problemi di sicurezza lo tengono confinato nella sua cella per 23 ore al giorno”, scrive il giornalista. “È molto più magro, più grigio e più pallido di come lo ricordavo”. È stato più volte ricoverato per i suoi problemi di salute. Dal diabete a un’operazione al cuore, il tumore al midollo osseo, una stenosi spinale che per la maggior parte del tempo lo costringe su una sedia a rotelle. Qualche volta guarda un film su un tablet, gli chiedono soprattutto dei film di Quentin Tarantino. “Questo non è un posto per amanti di Shakespeare in Love”.

Jeffrey Epstein invece “non lo conoscevo. Forse l’ho incontrato una o due volte. Non frequentava la mia cerchia. Di certo non eravamo amici. So solo quello che leggo sui giornali, anche se non ho molta fiducia nei media. Né nei giudici. Ma i crimini di cui è accusato sono davvero orribili. Non c’entrano niente con i miei”. Epstein è stato trovato morto nella sua cella nel 2019. “Sarebbe una fine spietata. È incredibile aver passato una vita come la mia, aver contribuito in questo modo alla società e non ricevere alcun tipo di clemenza. Non ho ricevuto la pena di morte, nonostante il male che mi accusano di aver fatto. Compirò 74 anni a marzo. Non voglio morire qui dentro”. Non ha mai pensato di togliersi la vita. “Mai! Per me è diventato davvero buio, ma non farei mai una cosa del genere ai miei figli”.