“Sano e salvo”, nonostante le ferite riportate in un attacco israeliano. Sarebbero queste le condizioni di salute di Mojtaba Khamenei, figlio di Ali e nuova Guida Suprema dell’Iran dopo la morte del padre il 28 febbraio nel corso dei primi raid compiuti su Teheran da Stati Uniti ed Israele.
A rassicurare sulle condizioni di salute del nuovo leader del Paese è Yousef Pezeshkian, figlio del presidente iraniano Masoud e consigliere del governo. La comunicazione è arrivata via Telegram: “Ho sentito dire che Mojtaba Khamenei è stato ferito. Ho chiesto ad alcuni amici che hanno contatti. Mi hanno detto che, grazie a Dio, è sano e salvo”, ha scritto Pezeshkian.
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Parole che arrivano dopo che oramai dai giorni si rincorrevano le voci sul ferimento della nuova Guida Suprema della Repubblica Islamica nei bombardamenti congiunti sul Paese. Le stesse tv e agenzie di stato iraniane si erano riferite a lui come un “veterano ferito della guerra del Ramadan“, con un chiaro riferimento al conflitto in corso nel Paese e nel Medio Oriente.
Secondo il New York Times Khamenei sarebbe stato ferito a una gamba nei primi giorni della guerra, forse proprio nel bombardamento del 28 febbraio in cui è stato ucciso suo padre e buona parte della sua famiglia.
Anche per questo il 56enne Mojtaba Khamenei si troverebbe in un luogo altamente sicuro con comunicazioni limitate. È così tra l’altro che si spiega l’assenza della nuova Guida Suprema, che non solo non si è mai fatto vedere in pubblico, ma non ha neanche registrato un video da diffondere attraverso i media statali a seguito della sua nomina avvenuta il 9 marzo su indicazione dell’Assemblea degli esperti.
D’altra parte Mojtaba Khamenei è già diventato il principale obiettivo di Israele e, in parte, degli Stati Uniti. Donald Trump ha apertamente criticato la decisione di scegliere il figlio dell’ex Guida Suprema come nuovo leader politico-religioso del Paese, prefigurando un suo potere decisionale nella scelta del nuovo corso di Teheran.
“Khamenei ha un bersaglio sulla schiena? Non lo dico, sarebbe inappropriato”, erano state le parole di Trump lunedì nel corso di una conferenza stampa in Florida. Ma stando ai media Usa, dalla Casa Bianca partirebbe l’ordine di eliminare Mojtaba Khamenei solo se le possibilità di dialogo col regime fossero nulle e se Teheran continuasse a perseguire obiettivi legati al programma nucleare.