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Accise mobili fuori dal Consiglio dei ministri, fuga di Meloni sul caro carburanti: scomparso nuovamente anche il “Piano Casa”

Foto Mauro Scrobogna/LaPresse 21-04-2023 Roma (Italia) Politica – Chigi Governo – visita del PM di Danimarca – Nella foto: Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni April 21, 2023 Rome (Italy) Politics – Chigi, Government – visit of the PM of Denmark – In the photo: Prime Minister Giorgia Meloni

Foto Mauro Scrobogna/LaPresse 21-04-2023 Roma (Italia) Politica - Chigi Governo - visita del PM di Danimarca - Nella foto: Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni April 21, 2023 Rome (Italy) Politics - Chigi, Government - visit of the PM of Denmark - In the photo: Prime Minister Giorgia Meloni

Nonostante il ministero dell’Ambiente abbia certificato l’impennata dei prezzi del carburante, rincari dovuti agli effetti della guerra scatenata in Medio Oriente dall’offensiva di Stati Uniti ed Israele contro l’Iran, che ha provocato la paralisi dello stretto di Hormuz e il conseguente stop al transito di petrolio verso l’Europa e l’Italia, il governo Meloni sceglie di non intervenire.

Non ci sono né l’atteso decreto in materia di prezzi dei carburanti né il Piano Casa sbandierato da mesi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal vicepremier Matteo Salvini nell’ordine del giorno del Consiglio dei ministri convocato oggi alle 17.

Una misura contro il caro carburante era attesa. Nei giorni scorsi Giorgia Meloni aveva risposto positivamente all’appello delle opposizioni per riattivare il meccanismo delle accise mobili, previsto già dalla legge finanziaria del 2008 col governo Prodi e poi modificato dall’esecutivo Meloni nel 2023: un meccanismo che prevede il taglio dell’imposta sui prodotti energetici finanziato con il maggior gettito Iva incassato dallo Stato per effetto del rincaro dei carburanti.

Il tema avrebbe dovuto approdare nel Consiglio dei ministri di oggi per una prima modifica dei parametri dell’attuale norma, fermo restando la definizione delle necessarie coperture. “Stiamo valutando di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili”, aveva fatto sapere la premier in un messaggio sui social in cui aveva promesso l’impegno dell’esecutivo per “mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini e la nostra nazione”.

Accise mobili che in ogni caso avrebbero avuto un effetto finale sulle tasche dei consumatori molto limitato, pochi centesimi di euro al litro. Stando infatti ad alcune simulazioni l’accisa mobile, considerato che l’extragettito viene calcolato solo sulla componente industriale del prezzo, garantirebbe sconti inferiori ai 4 centesimi al litro per la benzina, meno di otto invece per il gasolio. Si tratta, come spiegano da Assoutenti, di un risparmio di circa 3 euro su un pieno da 50 litri di benzina, considerando una riduzione di cinque centesimi.

Come da rilevazione settimanale del ministero dell’Ambiente sul prezzo medio dei carburanti, la benzina è arrivata a costare 1,745 euro al litro, 7,5 centesimi in più rispetto a prima della guerra, con un aumento del 4,5 per cento; il diesel ora costa 1,869 euro al litro, 14,8 centesimi in più, con un aumento dell’8,6 per cento; il GPL è aumentato di 1,3 centesimi, di quasi il 2 per cento.

“Tanto rumore per nulla. Una volta che sembrava si fosse mosso per tempo, il Governo non manca di deludere le aspettative dei cittadini, che attendevano, dopo i roboanti annunci, un intervento rapido e immediato sulle accise, con una diminuzione congrua che avrebbe fatto scendere i costi dei carburanti e avrebbe scongiurato rialzi a 360° sui prezzi dei beni di largo consumo”, è il commento alla notizia della mancata presenza di alcuna misura contro il caro carburanti in CdM da parte di Federconsumatori. Parla di “governo in fuga” la senatrice di Italia Viva Silvia Fregolent, vicepresidente della commissione Industria e Attività Produttive. “Le accise mobili dovevano arrivare ‘subito’, il Piano Casa ‘a breve’, per ora l’unica cosa davvero mobile sono le promesse della maggioranza, che cambiano posto ogni settimana ma non arrivano mai. Nel frattempo famiglie e imprese pagano il conto”, il commento della senatrice renziana.