Dito puntato contro la Casa Bianca. Sono sempre più forti e autorevoli le voci che indicano negli Stati Uniti i responsabili dell’attacco che sabato 28 febbraio, nel primo giorno di attacchi congiunti assieme ad Israele contro l’Iran, ha colpito una scuola femminile nella città di Minab uccidendo almeno 175 persone, in larga parte minori.
Nelle ultime ore sia New York Times che Reuters hanno pubblicato inchieste e indiscrezioni sul massacro avvenuto nel primo giorno di conflitto: ad oggi né Washington né il governo israeliano hanno assunto alcuna responsabilità per l’attacco, limitandosi a parlare di “indagini interne” al riguardo.
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La scuola era stata colpita sabato poco dopo le 11:30 ora locale, quando bambini e bambine erano in classe o nel cortile: l’Iran è un paese islamico e il sabato, a differenza dell’Italia, è il primo giorno della settimana dopo la festività del venerdì.
Per l’analisi condotta dal New York Times tramite immagini satellitari recentemente pubblicate, post sui social media e video verificati, la scuola femminile sarebbe stata colpita durante gli attacchi statunitensi a una base navale iraniana adiacente gestita dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, i Pasdaran.
Il quotidiano di New York sottolinea inoltre che, causa mancanza di frammenti di armi visibili e l’impossibilità per i giornalisti esterni di raggiungere il luogo dell’incidente, è al momento difficile determinare con precisione cosa sia successo. Lo stesso bilancio delle vittime non è ancora stato confermato in modo indipendente: secondo i funzionari sanitari iraniani e i media di stato l’attacco ha ucciso almeno 175 persone.
Alle stesse conclusioni è arrivata anche Reuters. L’agenzia di stampa riferisce che sarebbero gli stessi investigatori militari statunitensi a ritenere “probabile” che le forze Usa siano i responsabili dell’attacco alla scuola femminile di Minab, nell’Iran meridionale, ma che non hanno ancora raggiunto una conclusione definitiva né completato le indagini.
Chi chiede di fare presto con una indagine rapida e trasparente su quanto accaduto sabato a Minab è l’Onu. “Ci aspettiamo anche che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni, perché è chiaro che sono stati commessi degli errori” e che ci saranno “riparazioni e risarcimenti”, ha dichiarato Volker Türk, Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, in una conferenza stampa a Ginevra.
Colpire deliberatamente civili configurerebbe un crimine di guerra secondo il diritto internazionale umanitario. Se confermato il ruolo Usa, sarebbe tra le peggiori stragi civili in decenni di conflitti americani in Medio Oriente.