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È morto António Lobo Antunes: grande scrittore portoghese, voce della letteratura europea

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La violenza e l’ingiustizia del dominio coloniale, l’inadeguatezza dello Stato a recepire il cambiamento della “Rivoluzione dei Garofani”. È morto a 83 anni António Lobo Antunes, più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura, secondo molti il più grande scrittore portoghese in attività. Ad annunciare il decesso un portavoce della casa editrice portoghese Leya. Le sue opere, tradotte in più di 15 lingue, lo hanno reso uno dei più influenti autori europei della sua epoca. Come si legge sul sito dell’Istituto della cooperazione e della lingua Camões “nel corso della sua carriera, è stato ripetutamente citato come uno dei grandi nomi della narrativa in lingua portoghese, ottenendo riconoscimenti sia in Portogallo che a livello internazionale. Il suo stile di scrittura distintivo – denso, frammentato e incentrato sulla memoria – ha contribuito a renderlo uno degli autori più influenti”.

Lobo Antunes era nato il primo settembre 1942 a Lisbona, figlio di un noto neurologo. Psichiatra, partecipò alla guerra coloniale in Angola tra il 1971 e il 1972, un’esperienza che aveva più volte rievocato soprattutto nelle sue prime opere senza risparmiare una classe politica sprezzante, protagonista di ingiustizie e retorica nazionalista. Dopo una decina d’anni da psichiatra all’Ospedale Miguel Bombarda di Lisbona, si era dedicato completamente alla scrittura. Il suo romanzo d’esordio era stato pubblicato nel 1979, Memória do Elefante.

Feltrinelli ed Einaudi hanno pubblicato in Italia molte sue opere tra cui Trattato delle passioni dell’anima, L’ordine naturale delle cose, La morte di Carlos Gardel, Che farò quando tutto brucia?, Buonasera alle cose di quaggiù, In culo al mondo, Lettere dalla guerra, Spiegazione degli uccelli, Arcipelago dell’insonnia, Non è mezzanotte chi vuole, Lo splendore del Portogallo e Sopra i fiumi che vanno, Le navi, “Manuale degli inquisitori“, Esortazione ai coccodrilli.

 

Lobo Antunes aveva ricevuto numerosi riconoscimenti letterari tra cui il Premio Camões, massimo riconoscimento per gli scrittori di lingua portoghese assegnato dai governi di Portogallo e Brasile, nel 2007; il Premio europeo di letteratura nel 2001, il Premio France Culture nel 1998; il Premio Juan Rulfo nel 2008, il Premio Bottari Lattes Grinzane 2018, sezione La Quercia, e il premio Premio Internazionale Nonino. “La prosa del narratore lusitano è il canto struggente di un ribelle senza pace che polifonicamente distrugge la sintassi. Uno scrivere dove violenza e malinconia sono immerse in una solitudine metafisica e si intrecciano. Una marea incessante di morte e follia annegate in un crudo realismo, acide passioni inconfessate di un naufragio simbolo del nostro simulacro di felicità”.

La sua formazione aveva influito moltissimo sulla sua narrazione, particolarmente apprezzato il suo stile che rispetto a diverse opere lui stesso non aveva esitato a definire polifonico. La Repubblica portoghese lo ha decorato con il Gran Collare dell’Ordine di San Giacomo della Spada nel 2004 e, nel 2019, con l’Ordine della Libertà. La Francia gli ha conferito il grado di Commendatore dell’Ordine delle Arti e delle Lettere nel 2008. L’Istituto Camões ha una Cattedra a lui intitolata, inaugurata nell’ottobre 2018. Il protocollo di cooperazione era stato firmato tra l’Università degli Studi di Milano e l’Istituto Camões, e alla sessione ha partecipato lo scrittore, che ha tenuto una lezione. “Con una voce potente e inconfondibile ha raccontato la memoria, la guerra, il dolore e le contraddizioni dell’animo umano, trasformando ogni romanzo in un viaggio nella coscienza e nella storia del nostro tempo. Oggi lo salutiamo con gratitudine. Le sue parole continueranno a vivere nelle pagine dei suoi libri e nei lettori che le porteranno con sé”, il cordoglio di Feltrinelli.