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Hong Kong, vittoria a sorpresa di Jimmi Lay: l’attivista pro-democrazia vince il ricorso contro una condanna per frode

Hong Kong, vittoria a sorpresa di Jimmi Lay: l’attivista pro-democrazia vince il ricorso contro una condanna per frode

Con una decisione sorprendente, la Alta Corte di Hong Kong presieduta dal giudice Jeremy Poon ha annullato la condanna per truffa nei confronti di Jimmy Lai, il più noto attivista per la democrazia della città-stato, condannato solamente due settimane fa a 20 anni di carcere per sedizione e cospirazione al termine di un processo incentrato sulle leggi sulla sicurezza nazionale introdotte da Pechino nel 2020 per reprimere ogni forma di dissenso nell’ex colonia britannica.

Da decenni Lai, oggi 78enne, è un “nemico” del regime cinese. Nel 1995 con la fondazione del quotidiano Apple Daily, giornale indipendente che divenne espressione del movimento pro democrazia due anni prima della restituzione da parte del Regno Unito dell’ex colonia alla Cina, Lai si attirò le ire di Pechino. Più volte si espresse a favore delle grandi proteste per la democrazia, di cui il giornale divenne la voce, prima di essere obbligato a chiudere nel 2021. Nel dicembre del 2022 era stato condannato a 5 anni e nove mesi di carcere per una violazione relativa a un contratto d’affitto della sede del tabloid.

“La Corte d’Appello ha concesso loro l’autorizzazione a presentare ricorso contro la condanna, ha accolto i loro ricorsi, ha annullato le condanne e le sentenze”, hanno scritto i giudici in una nota. “Il giudice ha commesso un errore. Il suo ragionamento nel concludere che i ricorrenti fossero responsabili dell’occultamento, come sostenuto dall’accusa, è insostenibile. Ha commesso un errore nel giungere a tali conclusioni”, recita la sentenza dei tre giudici, in riferimento a quanto stabilito in precedenza dal giudice Stanley Chan.

Lai ha 78 anni ed è in carcere dal 2020: tecnicamente per la sua pena sono stati già contati due tra quelli già trascorsi in cella, dunque potrebbe uscire tra 18 anni, quando ne avrà 96. I suoi figli comunque hanno detto che in più di cinque anni di isolamento le sue condizioni di salute si sono molto aggravate, e che rischia di morire in prigione.

Per il suo futuro un ruolo chiave potrebbero averlo lo stesso Regno Unito, di cui ha cittadinanza, ma soprattutto gli Stati Uniti. Jimmy Lai è un noto sostenitore di Donald Trump, che aveva promesso “tutto il possibile” per farlo uscire di prigione: allo stesso tempo non è affatto scontato che il governo cinese accetti di inserire Lai nelle trattative con la Casa Bianca sui dazi, il tema di scontro più evidente tra i due pesi massimi dell’economia globale.