X

Pestaggio Quentin Deranque, 11 arresti per l’omicidio dell’attivista di destra: Francia sconvolta, Mélenchon accerchiato

FOTO DA X

FOTO DA X

A Montecitorio, l’aula che ospita la Camera dei deputati, si è tenuto un minuto di silenzio in ricordo dell’attivista francese di destra, Quentin Deranque, ucciso la scorsa settimana a Lione in Francia. Pestato, aveva 23 anni, è morto in ospedale sabato scorso dopo esser stato soccorso e portato in ospedale giovedì. Subito era stata accusata la galassia “Antifa“. Arrestate undici persone in Francia nell’ambito delle indagini, sei sono sospettate di aver preso parte all’aggressione, tra questi anche Jacques-Elie Favrot, assistente parlamentare del deputato de La France Insoumise (LFI) Raphaël Arnault.

La portavoce del governo francese, Maud Bregeon, ha chiesto a La France Insoumise di “escludere” Arnault dal suo gruppo parlamentare all’Assemblée Nationale dopo il fermo del suo assistente parlamentare. “La France Insoumise – ha detto a France Info questa mattina – deve fare pulizia al suo interno e lancio un appello alla capogruppo Mathilde Panot ad escludere Raphaël Arnault dal suo gruppo, o quanto meno escluderlo temporaneamente per sottolineare questa chiarificazione, per dire no alla violenza”. Brageon ha anche espresso rammarico per il leader di LFI, Jean Luc Mélenchon, per non aver “pronunciato parole di pacificazione”, che tuttavia erano arrivate.

Favrot ha “cessato tutte le sue attività parlamentari” aveva annunciato sul social X Arnault che ha aggiunto di aver avviato lunedì “le procedure per la risoluzione del contratto”. Favrot tramite l’avvocato ha negato ogni responsabilità. Arnault aveva fondato anche il gruppo di estrema sinistra, Jeune Garde Antifasciste, dissolto dal ministro dell’Interno. Dopo le parole del Presidente Emmanuel Macron e quelle del ministro della Giustizia Gerald Darmanin, erano arrivate anche le parole del primo ministro della Francia Sébastien Lecornu. “È una tragedia assolutamente spaventosa”, ha detto Lecornu all’Assemblea nazionale, come riporta Bfmtv, “la verità giudiziaria deve prevalere senza alcuna pressione sugli inquirenti. La giustizia deve prevalere senza alcuna pressione”.

La violenza si era consumata a margine di un incontro con l’eurodeputata della France Insoumise, Rima Hassan, all’Istituto di studi politici (Iep) di Lione, dedicata alle relazioni tra l’Unione europea e i governi europei nel contesto del conflitto in Medio Oriente. Secondo le ricostruzioni, comunque al centro degli approfondimenti di chi indaga, il collettivo nazionalista femminista di estrema destra Nemesis aveva organizzato una protesta davanti all’istituto di studi politici, con la partecipazione di alcuni militanti e di un gruppo di nazionalisti locali, incaricati del servizio d’ordine, tra qui Deranque.

23enne, studente di matematica, cattolico praticante, si sarebbe avvicinato all’ambiente nazionalista locale da un paio d’anni circa. Non aveva precedenti penali. Almeno un paio di risse, un inseguimento, la vittima sarebbe stata accerchiata e picchiata, calci e pugni. Avrebbe rifiutato in un primo momento il ricovero in ospedale. Alcuni video sono stati diffusi online, una quindicina i testimoni ascoltanti. L’omicidio ha scatenato degli attacchi alle sedi dell’LFI in tutta la Francia, un allarme bomba e un’evacuazione in una sede nel 10/o arrondissement di Parigi. Mélenchon: “Nella violenza, che sia difensiva o offensiva, non tutti i colpi sono permessi”.

Alle accuse al partito di essere mandante morale, ha risposto la capogruppo di LFI Mathilde Panot: “Non accettiamo che la violenza fisica, da qualunque parte provenga, venga impiegata per risolvere i conflitti. Chi strumentalizza questo dramma per infangarci deve smetterla”. Francia sconvolta dall’omicidio, alla vigilia delle elezioni comunali, che si terranno tra l’altro anche a Lione. L’anno prossimo le presidenziali. La posizione di LFI all’interno dell’arco parlamentare rischia di essere compromessa in ottica alleanze.