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Perù, rimosso dopo soli 4 mesi il presidente José Jerí: paga incontri non dichiarati con imprenditori cinesi

Perù, rimosso dopo soli 4 mesi il presidente José Jerí: paga incontri non dichiarati con imprenditori cinesi

José Jerí ha resistito 120 giorni. Dopo soli 4 mesi il presidente ad interim del Perù è stato rimosso dal suo incarico dopo un voto tenuto martedì dal Parlamento unicamerale di Lima: 75 voti a favore, 24 contrari e 3 astensioni per la mozione portata in Aula in una sessione straordinaria convocata per destituire Jerí.

Un voto che è la rappresentazione evidente dell’instabilità politica ormai cronica del Paese sudamericano, col successore di Jerí che sarà addirittura il nono presidente del Perù negli ultimi dieci anni, e che avrà l’arduo compito di gestire una crisi politica ed economica dalla quale non si vede via di uscita.

Jerí, avvocato 39enne ed esponente del partito conservatore ‘Siamo il Perù’, era in carica da ottobre scorso. Era stato eletto lo scorso luglio presidente del Parlamento grazie ai voti di una serie di partiti di destra e grazie al sostegno di ‘Perù Libero’, il principale partito di sinistra del paese di cui faceva parte Boluarte prima di essere espulsa nel 2022. Jerí era subentrato dopo che il Parlamento aveva destituito con un procedimento di impeachment Dina Boluarte, la sua predecessora, in carica dal 2022.

A differenza di Boluarte, per la rimozione di Jerí è stata utilizzata la procedura di “censura” che di norma viene usata contro i ministri: in Parlamento non è servita dunque la maggioranza qualificata di almeno 87 voti, come richiesto per l’impeachment, ma soli 66 voti su 130.

La popolarità di Jerí era rapidamente crollata anche a causa di alcuni scandali politico-giudiziari, in particolare per alcuni incontri non dichiarati con imprenditori cinesi. L’ormai ex presidente lo scorso novembre aveva incontrato l’imprenditore cinese Zhihua Yang, che tre anni fa aveva ottenuto una concessione per la costruzione di una centrale idroelettrica sulle Ande. In seguito aveva invece ricevuto nel palazzo presidenziale Ji Wu Xiaodong, altro imprenditore cinese che era agli arresti domiciliari e accusato di avere legami con a un’organizzazione criminale implicata nel disboscamento illegale in Amazzonia. A inizio 2026 la procura generale del Perù aveva avviato un’indagine preliminare contro di lui per traffico di influenze, in seguito alla quale le opposizioni avevano cominciato a chiederne le dimissioni.

Domenica 12 aprile sono previste in Perù le elezioni generali, in cui verranno scelti sia il nuovo capo di stato sia i rappresentanti del Parlamento, che tornerà ad avere due Camere (un Senato da 60 rappresentanti e una Camera dei deputati con 130) grazie ad una riforma costituzionale approvata nel 2024.