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Sondaggi politici elettorali: Salvini superato dopo lo strappo di Vannacci, i partiti verso il referendum sulla Giustizia nell’ultima indagine

COLLAGE DI FOTO DA LAPRESSE

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Referendum e Vannacci, il generale dello strappo alla Lega e la battaglia elettorale sulla riforma della magistratura entrata finalmente nel vivo con polemiche, botta e risposta, accuse di correntismo e mafia, appelli all’introduzione dei test psicoattitudinali. È su queste due realtà che determinano e dettano la quotidianità della politica italiana che si interroga l’ultimo sondaggio SWG per TgLa7 diffuso dal telegiornale di Enrico Mentana nell’edizione serale di lunedì 16 febbraio.

Chissà se è ancora presto o meno per misurare l’effetto sugli italiani delle dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del Procuratore di Napoli Nicola Gratteri, il volto della riforma del governo Meloni e il magistrato più mediatico degli ultimi anni che ha fatto sua la battaglia per il NO. Si sono esibiti in un botta e risposta dai risvolti inaspettati. Chissà quanto hanno influito sugli umori di chi andrà a votare. Secondo l’indagine, il fronte del NO ha rimontato, ha guadagnato ancora un punto percentuale e ha raggiunto il Sì stabile al 38%. Secondo il sondaggio sono tra il 46% e il 50% i propensi al voto: una forchetta ancora troppo larga. Al 24%, quindi sostanziosa, la percentuale di chi si dichiara ancora indeciso.

 

Gli orientamenti di voto sono stati calcolati rispetto ai dati diffusi lo scorso 9 febbraio. Scivolano ancora Fratelli d’Italia e Lega, a due settimane dallo strappo clamoroso del generale Vannacci che da eurodeputato e vice segretario del Carroccio ha abbandonato il partito. Il partito della premier Giorgia resta comunque imprendibile al 29,8% mentre quello del segretario e vice premier Matteo Salvini avrebbe subito anche il sorpasso di Alleanza Verdi e Sinistra che lo ha superato, al 6,6% rispetto al 6,4% dell’ex partito nordista.

Futuro Nazionale invece ancora guadagna terreno, un altro 0,3% che lo porta al 3,6%. Secondo l’approfondimento di SWG il partito di Vannacci prende i suoi voti dalla Lega, circa l’1,4%, e da Fratelli d’Italia, 1,2%. Azionisti di minoranza Forza Italia e Noi Moderati, 0,2%, così come CasaPound, allo 0,3%. Astenuti e altri allo 0,5%. Non sembra comunque risentire nello strappo nel centrodestra Forza Italia, che resta stabile all’8,4%. Noi Moderati sempre stabile in fondo al listone all’1,1%.

 

Non può proprio esultare le opposizioni: scivola infatti il Partito Democratico, al 22%, mentre il Movimento 5 Stelle resta grossomodo stabile all’11,8%. Azione di Carlo Calenda sale appena al 3,3%, Italia Viva di Matteo Renzi è al 2,3%. +Europa all’1,4%. Alla voce generica “altro partito” va l 3,3%. Stabile la percentuale di chi non si esprime, al 28%, a conferma degli alti tassi di astensionismo a ogni tornata elettorale, dettaglio che non interesserà il voto di domenica 22 e lunedì 23 marzo in quanto il referendum confermativo non prevede il raggiungimento del quorum.