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Morto Antonio Zichici, addio al fisico e divulgatore: dalle scoperte sulle particelle alle controversie tra cambiamento climatico e Darwin

Foto LaPresse – Stefano De Grandis 12/01/17 Bologna (Italia) Cronaca Aula Magna Santa Lucia – In occasione della cerimonia di avvio delle giornate di studio “Giovani e ricerca: il percorso dell”Alma Mater vero il futuro”, consegna del Sigillum Magnum d’Ateneo al presidente della Repubblica Sergio Mattarella Nella foto: Antonino Zichichi Photo LaPresse – Stefano De Grandis 12 January 2017, Bologna (Italy) Aula Magna Santa Lucia – At the ceremony of launch of the study days “Youth and research: the path of Alma Mater to the future”, delivery of the Sigillum Magnum of the University to the President of the Republic Sergio Mattarella In the pic: Antonino Zichichi

Foto LaPresse - Stefano De Grandis 12/01/17 Bologna (Italia) Cronaca Aula Magna Santa Lucia - In occasione della cerimonia di avvio delle giornate di studio "Giovani e ricerca: il percorso dell''Alma Mater vero il futuro", consegna del Sigillum Magnum d'Ateneo al presidente della Repubblica Sergio Mattarella Nella foto: Antonino Zichichi Photo LaPresse - Stefano De Grandis 12 January 2017, Bologna (Italy) Aula Magna Santa Lucia - At the ceremony of launch of the study days "Youth and research: the path of Alma Mater to the future", delivery of the Sigillum Magnum of the University to the President of the Republic Sergio Mattarella In the pic: Antonino Zichichi

Era diventato anche un volto televisivo, un personaggio popolare e noto al grande pubblico Antonino Zichichi, tanto che perfino il comico Maurizio Crozza gli aveva dedicato un’imitazione. Il fisico è morto all’età di 96 anni. Specializzato in fisica delle particelle, contribuì a fondare i Laboratori nazionali del Gran Sasso, in Abruzzo, e il Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana a Erice. Non privo di controversie, si può dire fosse rimasto un po’ ai margini della comunità scientifica negli ultimi anni per via di alcune posizioni in particolare sulla teoria dell’evoluzione darwiniana e sull’influenza dell’essere umano sui cambiamenti climatici. Si era speso molto nella sua carriera per contrastare l’astrologia e altre superstizioni.

Siciliano, nato a Trapani e laureato in fisica a Palermo, aveva lavorato al prestigioso Fermilab – che deve il nome a Enrico Fermi – di Chicago e al CERN di Ginevra. Professore ordinario di fisica all’Università di Bologna dal 1965 al 2006, aveva ricoperto dal 1977 al 1982 la carica di presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, durante la quale promosse la costruzione dei Laboratori del Gran Sasso. Nel 1978 era stato eletto presidente della Società Europea di Fisica, dal 1986 a capo dell’associazione che sostiene progetti scientifici nei Paesi del terzo mondo World Lab, che aveva fondato con il fisico statunitense Isidor Isaac Rabi.

“Autore di numerose ricerche, contributi e realizzazioni in vari campi della fisica nucleare e subnucleare – si legge sulla voce dell’enciclopedia Treccani – fra l’altro si ricordano la scoperta dell’antideutone, la determinazione accurata della costante di accoppiamento delle interazioni deboli e del momento magnetico anomalo del muone, studî sulla struttura elettromagnetica del protone”.

Al CERN aveva infatti diretto il gruppo di ricerca che osservò per la prima volta l’antideutone, una particella di antimateria formata da un antiprotone e un antineutrone. A Bologna guidò il gruppo che avvio i primi esperimenti sulle collisioni tra materia e antimateria presso i Laboratori Nazionali di Frascati. Era stat anche assessore regionale in Sicilia ai Beni Culturali con la presidenza del governatore dem Rosario Crocetta. Incarico che durò neanche un anno, interrotto per divergenze con il presidente, tra il 2012 e il 2013. La sua corsa al CERN scatenò nel 1979 una sorta di crisi diplomatica, alla fine venne eletto il tedesco Herwig Schopper.

Personalità non priva di controversie, divisivo all’interno della stessa comunità scientifica come ricostruisce l’agenzia ANSA: cattolico, era critico verso la teoria dell’evoluzionismo darwiniana che considerava priva di sufficienti prove e di una solida base matematica. Si era inoltre apertamente schierato come negazionista nei confronti della relazione tra attività umane e cambiamento climatico. Speciale il suo rapporto con il Papa, e santo, Giovanni Paolo II che definiva “il Papa amico della scienza”. Karol Wojtyla visito anche il centro Majorana nel 1993: il fisico si adoperò molto con il Pontefice per una riabilitazione di Galileo Galilei, che avvenne nel 1992.