L’affare si smoscia. Nessuno dei tre arrestati di Torino per gli scontri del 31 gennaio scorso resta in carcere. Il gip ha deciso in un caso per gli arresti domiciliari e negli altri due per l’obbligo di firma pur confermando il quadro accusatorio scrivendo di “guerriglia organizzata e premeditata”. Ma questo non ha evitato al giudice Irene Giani fortissime critiche da esponenti politici come Matteo Salvini e Maurizio Gasparri e dai sindacati di polizia.
Arresti domiciliari per Angelo Simionato accusato di aver partecipato all’aggressione del poliziotto Alessandro Calista. Sono liberi con obblighi di firma Matteo Campaner e Pietro Desideri indagati per resistenza a pubblico ufficiale. L’avvocato Stefano Coppo legale di Campaner si è detto soddisfatto per la decisione del gip aggiungendo che ricorrerà al Riesame “perché riteniamo di essere del tutto estranei ai fatti”. Simionato nell’udienza di convalida si è difeso negando: “Io non ho spinto nessuno, procedevo nella folla, stavo scappando e più volte ho visto un celerino dietro di me, mi sono girato, ho visto il poliziotto per terra, ho visto le persone che erano si di lui e mi sono allontanato. Non ho spinto nessuno”. Il gip scrive che Simionato “non era travisato, non era in possesso di strumenti di protezione dimostrando anzi una certa ingenuità operativa come dimostrato dalla scelta di indossare abiti sgargianti che con facilità ne consentivano l’immediato riconoscimento”. Il giudice ha aggiunto che il ragazzo non fa parte di movimenti organizzati.
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Questa è la posizione del gip in merito a colui che politici e media avevano indicato come il pericolo pubblico numero uno. E alla notizia della scarcerazione il ministro Matteo Salvini non esita a parlare di “vergogna”. La decisione del giudice significa per i sindacati di polizia un sorta di “impunità”. L’avvocato Gianluca Vitale osserva: “il gip è rimasto impermeabile ai tentativi di condizionamento e ha preso la sua decisione seguendo normalmente le regole processuali riconoscendo che non c’erano elementi per adottare misure cautelari diverse”.
Il movimento cinque stelle invita Salvini e Gasparri “a fare pace con il cervello” e ricorda che è stato il ministro Nordio a introdurre l’interrogatorio prima dell’arresto come forma di garanzia e per evitare di sovraffollate ulteriormente le carceri.