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Tregua del gelo in Ucraina: appena annunciata da Trump, è già finita

AP Photo/Kateryna Klochko

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Latregua del gelo”, ultima invenzione di Donald Trump: violata dai russi, secondo Kiev. In vigore fino al 1° febbraio, replica Mosca.
L’Ucraina ha accusato la Russia di aver lanciato un missile e circa 100 droni nella notte su diverse località. Poche ore dopo che il presidente degli Stati Uniti aveva annunciato la sospensione di una settimana degli attacchi aerei russi sulle città «Mosca ha lanciato un missile balistico Iskander-M e 111 droni d’attacco», ha dichiarato l’Aeronautica Militare ucraina nel suo rapporto quotidiano. Gli attacchi hanno preso di mira 15 diverse località, ha specificato e 80 droni sarebbero stati abbattuti.

Ieri Donald Trump aveva annunciato di aver chiesto «personalmente» a Vladimir Putin di cessare gli attacchi aerei su Kiev e altre città ucraine «per una settimana», e ha affermato che il presidente russo «aveva accettato di farlo». La Casa Bianca non ha fornito dettagli sui termini esatti di questa tregua a sorpresa, che arriva in attesa dell’incontro che russi e ucraini avranno domenica per negoziati diretti negli Emirati Arabi Uniti. Dal canto suo, il Cremlino ha reso noto che Trump ha chiesto a Vladimir Putin lo stop ai raid delle forze russe contro Kiev solo fino al primo febbraio. “Posso confermare che il presidente Trump ha effettivamente presentato una richiesta personale al presidente Putin di evitare di colpire Kiev per una settimana, fino al primo febbraio per creare le condizioni favorevoli per un negoziato”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov. Non è stato precisato quando Trump ha formalizzato la richiesta a Putin, di cui il presidente americano ha parlato giovedì.

Durante la notte tra il 29 e il 30 gennaio – quando Trump aveva già fatto il suo annuncio ma il Cremlino non si era espresso – le forze di difesa aerea russe hanno intercettato e distrutto 18 droni ucraini sopra le regioni della Federazione Russa. Lo riporta la Tass, che cita il ministero della Difesa russo. Secondo quanto reso noto, cinque droni erano sopra il territorio della Repubblica di Crimea, due sul Mar Nero, due nella regione di Rostov, uno nella regione di Astrakhan e uno nella regione di Kursk. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky afferma che non esiste un accordo ufficiale di cessate il fuoco sugli obiettivi energetici tra Ucraina e Russia. Per lui la decisione, che l’Ucraina ritiene un’”opportunità” piuttosto che un vero e proprio accordo, è stata un’iniziativa proposta dagli Stati Uniti e personalmente da Donald Trump. Lo riportano i media internazionali. Zelensky ha affermato che “se Mosca interromperà gli attacchi alle infrastrutture energetiche dell’Ucraina, Kiev in cambio si asterrà dal colpire i siti energetici russi”.

Il presidente ucraino ha poi dichiarato di essere disposto a scendere a compromessi nell’ambito dei colloqui di pace per porre fine alla guerra, ma ha anche affermato che la Russia dovrebbe essere costretta a scendere a compromessi. Un simile compromesso non è stato raggiunto sulla questione territoriale, in particolare sulla regione ucraina di Donetsk, ha puntualizzato Zelensky. “Riteniamo che le dure richieste imposte all’Ucraina non siano chiaramente un compromesso. Si tratta di un cambiamento dell’integrità territoriale dell’Ucraina”. Per Zelensky la “soluzione meno problematica” è che l’Ucraina e le truppe russe “restino dove sono”. L’agenzia meteorologica statale ucraina ha previsto un drastico calo delle temperature, che nei prossimi giorni raggiungerà anche i -30°C. Lo riporta Sky News. Denys Shmyhal, ministro dell’energia, ha descritto la situazione come la crisi energetica più grave dall’inverno del 2022. In risposta alla crisi, le autorità hanno aperto 1.300 cosiddetti «punti di invincibilità», ovvero rifugi allestiti dal governo dove le persone possono trovare riparo. Secondo il sindaco di Kiev, circa 378 edifici a più piani nella capitale ucraina restano ancora senza riscaldamento.

“La situazione sul campo è che la Russia sta usando l’inverno come arma per congelare l’Ucraina e portarla alla resa”, “la Ue sta cercando di aumentare il sostegno, di garantire il sostegno all’Ucraina in tutto e anche fare pressione sulla Russia”. Lo dice la portavoce del Servizio europeo per l’Azione Esterna Anitta Hipper nel briefing quotidiano con la stampa. Per quanto riguarda la richiesta del ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna di vietare d’ingresso in tutta l’Ue per gli ex soldati russi che hanno partecipato alla guerra contro l’Ucraina, “è sul tavolo come misura aggiuntiva per aumentare la pressione sulla Russia e garantire che Mosca paghi, quindi stiamo valutando tutti i mezzi necessari per farlo. È troppo presto per entrare nei dettagli”, precisa la portavoce confermando che la proposta è stata fatta giovedì. nel quadro del Consiglio Affari Esteri.

A quasi quattro anni di guerra in Ucraina quasi 1,8 milioni di militari russi e ucraini sono rimasti uccisi, feriti o sono dichiarati dispersi. È questo il bilancio contenuto nello studio pubblicato nei giorni scorsi dal Center for Strategic and International Studies, (CICS) con sede a Washington, e ripreso dal New York Times. Lo studio riporta, sulla base anche di stime dei governi americano e britannico, che sono quasi 1,2 milioni i militari russi e quasi 600mila quelli ucraini morti, feriti o dispersi. Secondo le stime i caduti russi dall’inizio dell’invasione nel febbraio 2022 sono quasi 325mila. “Nessuna grande potenza ha avuto un numero tale di morti e feriti dalla Seconda Guerra Mondiale”, si legge nello studio che specifica che solo lo scorso anno la Russia ha avuto 415mila morti e feriti. Per quanto riguarda l’Ucraina, lo studio stima che dall’inizio della guerra siano morti tra i 100mila e i 140mila militari.

Mosca ha forze in campo sostanzialmente maggiori di Kiev, un rapporto di tre a uno, e anche una popolazione enormemente più grande tra cui reclutare nuove forze. La Russia ha mantenuto i livelli delle sue truppe con la leva, reclutando prigionieri e debitori, assicurando anche bonus alle reclute. Senza contare i 15mila militari nordcoreani al fianco dei russi, centinaia dei quali sono stati uccisi in combattimento, secondo l’intelligence di Seoul. L’esercito russo avanza lentamente: secondo il CSIS, nell’ultimo anno sui tre fronti principali s è avanzato di 50 chilometri nel migliore dei casi (intorno a Prokovsk) e di 10 nel peggiore (Chasiv Yar), con una media di 70 e 15 metri al giorno rispettivamente. Sono i dati peggiori per un’offensiva militare nella storia delle guerre dell’ultimo secolo, dice il centro.
È il 1.437° giorno di guerra in Ucraina. E non sarà una fragile “tregua del gelo” a fermare il conto.