I parlamentari dell’opposizione ieri mattina hanno occupato la sala stampa della Camera per impedire una conferenza di alcuni gruppi fascisti organizzata da un deputato della Lega, un certo Domenico Furgiuele. I gruppi fascisti volevano illustrare un progetto di legge di iniziativa popolare, sul quale stanno raccogliendo le firme, che propone la cosiddetta “remigrazione”. Cioè l’espulsione dall’Italia di tutti gli stranieri irregolari e anche di un certo numero di stranieri regolari. Con l’obiettivo dichiarato di ristabilire la superiorità degli italiani e il loro diritto a opporsi a quella che chiamano, con termini hitleriani, “sostituzione etnica”. Per la verità l’espressione “sostituzione etnica” viene dall’America, fa parte del bagaglio politico del Ku Klux Klan.
La conferenza dei fascisti è stata rinviata. I parlamentari dell’opposizione hanno vinto questa battaglia. Però la battaglia l’hanno vinta anche i gruppi fascisti che ieri hanno aperto la raccolta di firme per la legge popolare, e in poche ore ne hanno ottenute più di ventimila. È probabile che già nel week-end supereranno l’obiettivo delle 50 mila necessarie per presentare la legge in Parlamento. Naturalmente lo scontro di ieri pone non una sola questione, ma molte. Intrecciate e complicate. La prima è questa: è giusto impedire ai fascisti di parlare? La seconda: è legittimo permettere che il Parlamento discuta una legge che – lucidamente – il deputato radicale Riccardo Magi ha definito la legge erede delle vecchie leggi razziali del 1938?
Le risposte a queste domande a loro volta si intrecciano. Personalmente sono favorevole alla più totale libertà di parola, anche per i fascisti. Però bisogna anche ragionare sulla necessità di non restare rassegnati e attoniti di fronte ai rigurgiti fascisti e nazisti che in modo del tutto evidente si stanno manifestando nella società italiana. Lasciargli spazio libero, non contrastarli, può avere effetti letali. A me preoccupa il fatto che una proposta di legge razzista e fascista, che prevede l’espulsione di massa degli stranieri su base razziale e la messa al bando delle Ong e dei soccorsi in mare, abbia raccolto molte ed entusiastiche adesioni: mi preoccupa molto di più della conferenza stampa di Casapound e degli altri gruppetti. Perché questo fatto dimostra che la barriera ideale repubblicana e anfascista che in questi ottant’anni ha messo al riparo da tante ribalderie la politica italiana, è caduta, non c’è più.
Il pensiero razzista, o xenofobo, o fascista si è fatto largo, e oggi ha invaso amplissimi settori politici e di governo. Non è più un pensiero marginale. probabilmente spinto anche dal trumpismo vincente. Non è un caso che i vertici dei partiti del centrodestra non abbiano preso le distanze dall’iniziativa simil- Ku Klux Klan di un pezzo della Lega. L’on. Furgiuele ha detto che Salvini era d’accordo con lui, e Salvini non ha smentito. Meloni silenziosissima. Solo il presidente della Camera Lorenzo Fontana si è spinto a parlare di inopportunità dell’iniziativa del suo collega di partito. Per questa ragione penso che pur nella convinzione che il diritto di parola deve essere per tutti, è giusto anche dire che se l’opposizione non avesse reagito a questa invasione razzista del parlamento non avrebbe fatto il suo dovere.