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Le purghe di Xi Jinping, azzerata la dirigenza dell’esercito cinese: silurato anche il generale Zhang Youxia per “corruzione”

Zhang Youxia

Zhang Youxia

È un autentico terremoto quello che sta vedendo protagonista in questi giorni il gotha della Difesa cinese. Su imput del presidente Xi Jinping il ministero della Difesa ha posto sotto indagine e rimosso il generale Zhang Youxia.

Un nome che potrà dire poco, ma che a Pechino conta moltissimo: come vicepresidente della Commissione militare centrale, Zhang Youxia era il secondo in comando dell’esercito dopo il presidente Xi Jinping, di cui era considerato un fedelissimo e amico di lunga data, dato che i loro genitori combatterono assieme nella guerra civile cinese.

La rimozione di Youxia, 75 anni, è solo l’ultima di una serie di enormi “purghe” tra le alte sfere dell’esercito: della Commissione militare centrale sono rimasti ormai lo stesso presidente Xi Jinping e il generale incaricato delle epurazioni. Gli altri sei comandanti, tutti nominati in questi anni da Xi, sono stati rimossi e indagati negli scorsi mesi, ultimi in ordine di tempo Youxia e il generale Liu Zhenli, capo del Dipartimento dello stato maggiore congiunto, come lui per presunte “gravi violazioni disciplinari”.

Si tratta di una motivazione che generalmente nasconde di fatto l’accusa di corruzione, che però in un regime come quello cinese può ovviamente nascondere la mera volontà di epurazione politica per volontà del presidente di turno.

Secondo il Wall Street Journal Zhang Youxia sarebbe stato rimosso per aver “venduto” agli Stati Uniti segreti sul programma nucleare della Repubblica popolare cinese: contro di lui anche l’accusa di aver incassato ingenti somme di denaro in cambio di promozioni negli alti ranghi dell’esercito.

La versione “ufficiale” arriva in un editoriale del quotidiano dell’Esercito popolare di liberazione dai toni particolarmente duri: Zhang Youxia e Liu Zhenli sono accusati di “serie violazioni della disciplina di partito e della legge” e di aver “tradito gravemente la fiducia e la grande responsabilità che gli era stata affidata”, pur non entrando nel merito delle accuse.

La rimozione di Zhang Youxia e Liu Zhenli conferma una tendenza eloquente: dal 2012, quando Xi Jinping ha preso il potere in Cina, le epurazioni hanno coinvolto ben 200mila ufficiali dell’esercito di ogni ordine e grado. Un numero talmente elevato che, secondo diversi analisti, la campagna di “rastrellamento” nelle fila dell’esercito rischia di compromettere la capacità militare cinese.