Anche giornalisti italiani della Rai minacciati da agenti dell’ICE a Minneapolis, la città dove si stanno registrando scontri e tensioni a causa delle operazioni e dove un altro civile è stato ucciso a sangue freddo nelle proteste contro i metodi brutali degli agenti: le immagini della morte di Alex Jeffrey Pretti dopo quella di Renee Nicole Good stanno facendo il giro del mondo. “Spaccheremo il finestrino e vi trascineremo fuori dall’auto”, si sente dire in un video da un’agente che si avvicina al finestrino dell’auto in cui viaggiavano Laura Cappon e Daniele Babbo, inviati della trasmissione In mezz’ora. Le opposizioni in Italia si sono scatenate contro il governo di centrodestra che in questi ultimi giorni ha cominciato a prendere a piccolissimi passi le distanze dall’alleato Donald Trump.
La minaccia è stata ripresa dall’interno dell’automobile che era seguita da due veicoli con agenti dell’ICE. “Uno è davanti a me e l’altro dietro. Sembra un convoglio”, dice la donna alla guida dell’auto – una Ice Watcher, cittadini che monitorano le attività dell’ICE – che trasporta i giornalisti italiani. “Ci hanno intrappolato”. Quando l’auto si è fermata è uscito un agente dal veicolo, la donna alla guida si era rifiutata di abbassare il finestrino. “Press! We are press, italian!”, le urla dei giornalisti. L’agente a quel punto aveva minacciato di spaccare il finestrino e di trascinarli fuori dall’auto. “Questo è l’unico avvertimento, se continuate a seguirci da questo momento in poi. Siete registrati”.
- Minneapolis, l’infermiere Alex Pretti ucciso durante le proteste anti-ICE: disarmato, i video smentiscono la polizia
- Morte di Alex Pretti, Trump apre all’ipotesi di ritirare l’ICE da Minneapolis: ma accusa i Dem per i disordini
- Minneapolis, uccisa a 37 anni dagli agenti anti-migranti dell’ICE spediti da Trump: proteste negli Stati Uniti
L’ICE dall’anno scorso, quindi dal ritorno alla Casa Bianca di Trump, è tornata a essere il principale strumento per i rastrellamenti di immigrati irregolari, spesso con metodi brutali. Non è un’invenzione di Trump: esiste dal 2003, nell’ambito della guerra al terrore scatenata dagli attentati dell’11 settembre 2001. L’obiettivo di contrastare il terrorismo è stato gradualmente rimpiazzato dalla lotta all’immigrazione irregolare, considerata da questa amministrazione una se non la principale minaccia alla sicurezza nazionale. L’amministrazione ha autorizzato l’agenzia a estendere il suo campo d’azione, a intervenire anche in scuole, luoghi di culto e intrattenimento e posti di lavoro. E ha lanciato una massiccia campagna di reclutamento.
“Le immagini parlano di abusi: tra arrestare una persona armata e ucciderla c’è una bella differenza”, ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, ospite di Ping Pong, su Rai Radio1, rispondendo a una domanda sulle proteste negli Stati sulla morte di Pretti. “Penso ci sia una consapevolezza anche nella Casa Bianca”. Già ieri la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva replicato alle parole di Trump sull’impegno delle truppe alleate in Afghanistan che sarebbero rimaste lontane dalla linea del fronte.
“Meloni e Piantedosi hanno capito qual è il problema? – il post del Partito Democratico – Solidarietà ai giornalisti italiani minacciati dall’Ice. Ci aspettiamo che il governo italiano pronunci una parola di condanna“. Per Nicola Fratoianni, Alleanza Verdi e Sinistra il governo “fa finta di niente”, una timidezza, “o meglio questa vigliaccheria, è una vera e propria vergogna”. Per il responsabile Esteri Peppe Provenzano “vedere l’America ridotta così dalle squadracce di Trump, che seminano caos, terrore e morte nelle strade, coperta dalle menzogne dell’amministrazione Trump, desta profondo sconcerto”.
“Gravi le minacce dell’Ice ai giornalisti italiani, inviati della trasmissione In Mezz’ora a Minneapolis. Mentre ci aspettiamo che le istituzioni pretendano il rispetto del lavoro dei nostri giornalisti anche all’estero, chiediamo che la Rai intensifichi gli sforzi per raccontare quanto sta accadendo in questi giorni in Minnesota”, si legge in una nota dell’esecutivo Usigrai. “Bisogna mobilitare la struttura dei Corrispondenti e gli Inviati del Servizio Pubblico per dare conto di questa grave torsione delle libertà individuali negli Usa. Le due persone giustiziate da Agenti Federali, le proteste dei cittadini e le reazioni politiche su quanto sta accadendo hanno bisogno di essere raccontati, anche per gli stretti rapporti che legano il nostro Paese agli Stati Uniti”.
“Dopo che negli Stati Uniti agenti dell’ICE hanno minacciato e intimidito giornalisti italiani della Rai mentre svolgevano il loro lavoro -la presidente della commissione di vigilanza Rai, Barbara Floridia – mi aspetto che il governo italiano si faccia sentire subito. E con chiarezza. È un fatto gravissimo e sconcertante. Dopo violenze e uccisioni in strada, ora anche la stampa viene minacciata. E’ una violenza che non riguarda solo quei giornalisti, ma che tocca tutto il paese. Se Giorgia Meloni e il governo resteranno in silenzio, sarà l’ennesima prova di viltà e di sudditanza nei confronti di Donald Trump. La voce dell’Italia va fatta sentire. Tacere è complicità“.