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Jacques Baud condannato senza processo, la gogna dell’UE contro chi dissente

Jacques Baud condannato senza processo, la gogna dell’UE contro chi dissente

La libertà di pensiero è più forte della tracotanza del potere.
(G. Bruno)

Oltre la pletora di sanzioni contro la Russia, l’Ue è passata a prendere provvedimenti contro singole persone dell’Unione, e persino extracomunitarie. Il caso più eclatante è quello di Jacques Baud, cittadino svizzero. Non può più disporre dei suoi soldi, nemmeno per comprare cibo, sopravvive sfamato dagli amici e non può viaggiare nei Paesi dell’Ue. La decisione risale a metà del dicembre scorso: è stata istruita negli uffici della ineffabile Kaja Kallas e presa dal Consiglio europeo, composto dai ministri degli Esteri dei 27 Paesi. L’accusa a Baud riguarda la sua presunta propaganda filorussa. Ex colonnello dei servizi segreti svizzeri, soprattutto durante la guerra fredda, autore di numerosi libri ed esperto dei rapporti Est-Ovest, in questa veste è stato intervistato anche dai media russi.

Nel corso di una lunga dichiarazione, egli nega fermamente di essere un propagandista filo-Mosca, ed è convinto di essere stato arbitrariamente punito per le sue analisi sulla guerra Ucraina-Russia-Usa-Nato, dove motiva il proprio dissenso rispetto alla faciloneria di Bruxelles (la Russia che sarebbe crollata nel giro di pochi mesi essendo a corto di missili ecc.). Mette in rilievo di non avere violato alcuna legge dell’Ue né di qualche suo Stato membro, e di non essere mai stato condannato per nulla da un qualche tribunale. Ovvia la sua conclusione: è vittima di una decisione politica. Domiciliato a Bruxelles, dove è regolarmente registrato, potrebbe chiedere uno speciale permesso per tornare in Svizzera, da dove, però, non potrebbe più muoversi. Un sequestrato, di fatto.

Ora: la sanzione che ha colpito Baudanaloga a quella comminata dagli Usa alla relatrice dell’Onu Francesca Albanese – non è il risultato della sentenza di un tribunale a seguito del confronto tra accusa e difesa. È la conseguenza di una decisione politico-esecutiva aberrante, presa senza che l’interessato sia stato nemmeno consultato. Ad aumentarne la gravità è che va a colpire la libertà di pensiero e di parola, calpestando uno dei capisaldi della democrazia liberale alla quale l’Ue dice di attenersi. Una violazione flagrante del rapporto di fiducia fra cittadino e istituzioni. Le persone trattate come nemici per il semplice fatto che sostengono idee diverse da quelle del pensiero dominante. Idee diverse, peraltro, che non hanno nulla di eversivo. Vuol dire la frantumazione dello stato di diritto. Fino a tempi relativamente recenti, gli Stati distinguevano fra le minacce esterne e quelle interne. A superare quel limite hanno provveduto, come al solito, gli Usa. Tradizionalmente la Cia aveva funzioni esterne, mentre di quelle interne si occupava la Fbi. Con l’emanazione del Patriot Act, dopo l’attacco alle Torri Gemelle, l’intervento della Cia si è esteso anche all’interno. La lotta contro il terrorismo internazionale ha cominciato a dilatarsi anche contro i propri cittadini.

Una commistione molto pericolosa sul piano costituzionale. Così l’Europa si americanizza, proprio mentre gli Usa si… “de-europizzano”. Ma resta fermo il fatto che Baud non è accusato di terrorismo (materia che sarebbe di competenza di un tribunale) bensì, semplicemente, per la diversità delle sue opinioni. E quando si introduce il reato di opinione, si sa dove si comincia e, purtroppo, anche dove si finisce: in Italia e in Germania ne abbiamo avuto una certa esperienza. L’interessato ha deciso di fare ricorso al Consiglio europeo e alla Corte di Giustizia dell’Unione. In Svizzera sono sorti comitati di sostegno nei suoi confronti, che fra l’altro raccolgono denaro – cosa proibita dalla sanzione nei Paesi comunitari! – per fare fronte alle ingenti spese processuali.

Se si osservano i comportamenti del Deep State statunitense, che guida le mosse di Trump, e lo scivolamento sanzionatorio dell’Ue, risulta evidente che il tecno-capitalismo neofeudale d’assalto considera sempre più un ingombro la stessa democrazia rappresentativa.
Una china pericolosa quella imboccata dall’Ue, di cui i grandi media, come al solito, hanno taciuto. Una deriva altamente preoccupante, perché può arrivare a coinvolgere ciascuno di noi. Per quanto mi riguarda mi dichiaro correo rispetto a Jacques Baud. Se i torquemada di Bruxelles dovessero sanzionarmi, vi prego di portarmi almeno della frutta…