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Golden Dome, lo scudo missilistico che vogliono costruire gli USA, Trump: “Abbiamo bisogno della Groenlandia”

President Donald Trump attenda a ceremony at the Pentagon to commemorate the 24rd anniversary of the 9/11 attacks, Thursday, Sept. 11, 2025, in Washington. (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)

President Donald Trump attenda a ceremony at the Pentagon to commemorate the 24rd anniversary of the 9/11 attacks, Thursday, Sept. 11, 2025, in Washington. (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)

Anche oggi, alla vigilia di un importante incontro tra le parti a Washington, Donald Trump era tornato ad alzare la voce sul suo social Truth. “Gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per motivi di sicurezza nazionale. È fondamentale per il Golden Dome che stiamo costruendo”. Parlava di un particolare scudo missilistico basato su una tecnologia spaziale per intercettare vettori balistici o nucleari che “implementerà tecnologie di nuova generazione su terra, mare e spazio, inclusi sensori e intercettori spaziali”, aveva assicurato lo stesso Presidente degli Stati Uniti.

Il progetto era stato ufficializzato la scorsa estate, un progetto da circa 175 miliardi di dollari, anche se l’Ufficio del Congresso del bilancio ritiene che le risorse necessarie arrivino almeno a 542 miliardi dollari in vent’anni. “Il Presidente Trump ha annunciato lo scudo di difesa missilistica Golden Dome per proteggere la patria dalle minacce missilistiche avanzate”, aveva preannunciato la Casa Bianca, in un post apparso su X, lo scorso giugno.

Secondo quanto trapelato, il sistema sfrutterebbe una rete di centinaia di satelliti che orbitano intorno alla Terra grazie a una serie di sensori e intercettori sofisticati per neutralizzare i missili nemici. Le minacce dovrebbero essere abbattute prima che entrino nello spazio aereo tramite l’utilizzo di un intercettore o di un laser o di un sistema di difesa missilistica. Anche al di sotto del livello di intercettazione spaziale, il sistema dovrebbe avere un altro livello difensivo con sede negli USA.

Golden Dome potrebbe difendere gli USA da missili intercontinentali e droni. Per il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, lo scudo proteggerà “la patria da missili da crociera, missili balistici, missili ipersonici, droni, siano essi convenzionali o nucleari”. Si era parlato anche del coinvolgimento dell’azienda di Elon Musk, Space X, favorita con l’azienda di software e produttore di droni Anduril. A coordinare il programma il generale Michael A. Guetlein, vicecapo delle operazioni della Space Force. Golden Dome avrebbe un’efficacia del 97%.

“Ho promesso al popolo americano che avrei costruito uno scudo di difesa missilistica all’avanguardia per proteggere la nostra patria dalla minaccia di attacchi missilistici stranieri. Adesso sono lieto di annunciare che ne abbiamo scelto l’architettura. Una volta completato, il Golden Dome sarà in grado di intercettare missili anche se lanciati da altre parti del mondo e anche dallo spazio”, aveva dichiarato Trump. “Abbiamo aiutato Israele con il loro sistema ed ha avuto molto successo, ora disponiamo di una tecnologia ancora più avanzata”, aveva commentato facendo riferimento all’Iron Dome dello Stato Ebraico. “Completeremo così il lavoro iniziato dal presidente Reagan 40 anni fa, ponendo fine per sempre alla minaccia missilistica contro il territorio americano”.

Quel progetto pensato dal Presidente attore avviato nel 1983, denominato Strategic Defense Initiative (SDI), anche noto come “Star Wars” puntava alla costruzione di un sistema missilistico basato nello spazio che potesse proteggere gli USA da attacchi nucleari. Era fallito, troppo costoso. Non mancano tra l’altro critiche da parte di chi ritiene che il sistema non possa proteggere totalmente gli Stati Uniti che non hanno un territorio ristretto come Israele. “Non si può metterlo solo ai confini e sulla linea costiera perché i missili balistici intercontinentali possono rientrare nell’atmosfera sopra il Kansas”, commentava una fonte interna al Pentagono alla CNN.