È il primo passo per dare una sorta di “ufficialità”, una cornice legale, ai tentativi di Donald Trump di fare sua la Groenladia, il territorio semi-autonomo che fa parte del Regno di Danimarca. Il deputato repubblicano Randy Fine ha sottoposto alla Camera dei Rappresentanti di Washington un disegno di legge per annettere la Groenlandia e trasformarla nel 51mo stato americano.
Il testo, dal titolo “Greenland Annexation and Statehood Act”, autorizza la Casa Bianca a intraprendere qualsiasi azione necessaria per annettere o acquisire la Groenlandia come territorio degli Stati Uniti. Secondo Fine il suo disegno di legge “proteggerà la nostra patria, garantirà il nostro futuro economico e garantirà che l’America, non la Cina o la Russia, stabilisca le regole nell’Artico. Ecco cosa significano la leadership e la forza americana”.
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Nel disegno di legge l’esponente del mondo MAGA ripete la narrazione trumpiana sulla Groenlandia, parlando dell’isola parte del Regno di Danimarca, dunque già difesa dalla Nato, come di una “risorsa vitale per la sicurezza nazionale”. In un comunicato Fine sottolinea poi che “chiunque controlli la Groenlandia controlla le principali rotte di navigazione artiche e l’architettura di sicurezza che protegge gli Stati Uniti”. “Gli Stati Uniti non possono lasciare questo futuro nelle mani di regimi che disprezzano i nostri valori e cercano di minare la nostra sicurezza”, ha aggiunto.
Per l’esponente repubblicano “Cina e Russia continuano ad espandere aggressivamente la loro presenza nella regione, mentre anni di politiche deboli sotto l’amministrazione Joe Biden hanno eroso la posizione strategica degli Stati Uniti”.
D’altra parte Trump da tempo non nasconde la volontà di impadronirsi dell’isola, con le buone o con le cattive. Il presidente Usa ha sottolineato che presto potrebbe trovarsi a dover scegliere tra la Groenlandia e preservare la Nato. “Non vorrei dirvelo, ma potrei dover fare una scelta”, le parole di Trump. “Dovete capire. La Russia non è affatto preoccupata dalla Nato senza di noi. La Cina non è affatto preoccupata dalla Nato senza di noi. L’Europa sta diventando un posto molto diverso e devono davvero adattarsi. Voglio che si adattino”, le dichiarazioni preoccupanti del presidente Usa.
Le recenti dichiarazioni di Trump non sono state apprezzate dal governo di Nuuk. In Groenlandia monta la protesta per le mire imperialistiche della Casa Bianca, col governo che dichiara di “non poter in alcun modo accettare” il “desiderio americano di impossessarsi della Groenlandia”.
È in questo contesto che mercoledì si terrà a Washington un incontro tra i ministri degli Esteri di Danimarca e Groenlandia, rispettivamente Lars Lokke Rasmussen e Vivian Motzfeldt, e il segretario di Stato Marco Rubio, alla presenza anche del vicepresidente Usa JD Vance.
E in vista dell’atteso incontro pesano le parole spese dal primo ministro danese Mette Frederiksen e dal premier groenlandese Jens-Frederik Nielsen in una conferenza stampa congiunta a Copenaghen. Il destinatario del messaggio è ovviamente Donald Trump: “La Groenlandia non sarà di proprietà degli Stati Uniti. La Groenlandia non sarà governata dagli Stati Uniti. La Groenlandia non farà parte degli Stati Uniti”, ha chiarito ancora una volta la premier danese. “Se dobbiamo scegliere tra gli Stati Uniti e la Danimarca, scegliamo la Danimarca”, ha aggiunto invece il groenlandese Nielsen.